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i due volti
di mitì vigliero |
Capita, raramente ma capita, un giorno qualunque, di guardarsi allo specchio immobili e di vedere riflesso un volto sconosciuto.
Un volto che non ci appartiene, che non è quello che ricordiamo di aver sempre avuto.
Non è che siano diverse le fattezze; il naso è uguale, uguali la bocca, le orecchie, la fronte, il mento e gli occhi. Ben altre sono le cose diverse, talmente diverse da non farci riconoscere più il volto riflesso: diversa la luce dello sguardo, diversa la piega delle labbra, diverse le rughe sulla fronte.
Rimaniamo lì, a fissare quel viso sconosciuto, estraneo, mentre mille pensieri affollano la mente. Ma anche la mente non sembra più la nostra, così come i pensieri, tanto diversi dai nostri usuali.
E ci sono delle volte, rare volte ma ci sono, che all’improvviso accanto al volto sconosciuto vediamo riflesso il nostro volto vero, o per lo meno quello che abbiamo sempre giudicato tale.
Due facce simili - ma non uguali – affiancate, appaiate, allineate: tutte e due guardano te, dall’altra parte dello specchio.
In quel preciso momento dovrai scegliere quale volto, luce di sguardo, piega di labbra, rughe di fronte, mente e pensieri tu vorrai indossare per il resto della tua vita.
Devi e puoi decidere solo tu.
E’ un’occasione che capita solo certe volte, capita raramente, ma capita.
A me è successo.
Ho scelto il volto sconosciuto.
Scegliere il volto sconosciuto vuol dire rinascere: gli altri non se ne accorgono, perché l’aspetto esteriore è uguale.
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Ma io sono nata di nuovo, sono rinata dentro: ora ho un’altra mente, un’altra anima.
Lo so che è difficile da capire. E forse non è poi così importante che voi comprendiate ora, in questo preciso momento, quello che mi è successo. Perché forse capiterà anche a voi, presto o tardi capiterà.
E sarà una folgorazione, un lampo di terrore all’inizio, un rifiuto razionale del voler ammettere che sì, quello che siete stati sino ad oggi in realtà non siete veramente voi, ammasso di pensieri, azioni, gesti, gusti costruito negli anni da altri a loro immagine e somiglianza, per adattarvi a quella che è l’esistenza loro, mica la vostra.
Ma la vostra vera identità, il vostro vero essere continuerà a pulsare sotto quella costruzione fittizia; e basterà un nonnulla, un bicchiere in frantumi, una porta sbattuta dal vento, la puntura d’uno spillo a fare crollare il simulacro.
Sarà in quel preciso momento che vedrete l’altro volto e capirete, oh sì capirete, quanto tempo sprecato a vivere una vita imposta, quante emozioni fasulle, quanti dolori inutili, quante gioie sprecate…
Lì si vedrà il vostro coraggio.
Il coraggio della scelta.
L’occasione è data solo una volta.
Non sprecatela.
A chi mai è concesso vivere due volte?
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