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morfeo incatenato
di isntitapity |
Premessa
Secondo la cosmogonia di Esiodo prima di tutto furono le Tenebre, da cui emerse il Caos. Dalla loro unione nacquero la Notte, il Giorno, Erebo e l' Aria. Erebo copulò con la Notte e insieme generarono un bel po' di concetti astratti tra cui due gemelli, Thanatos (dio della morte) e Hypnos (dio del sonno). Dall'unione di Hypnos con la Notte nacquero due figli: Morfeo (colui che invia i sogni con figure umane) e Icelo (o Ikelo, colui che invia i sogni di paura e terrore).
Durante il sonno dunque si sogna. Tutti sognano, chi dice di non sognare mente e, in quanto bugiardo, bisogna diffidare di qualsiasi sua affermazione. Un particolare tipo di sogno è l'incubo, che ha contenuti d'angoscia intollerabili, al punto che siamo gettati improvvisamente nel risveglio con sintomi di malessere indefinito e incapacità di ricordare. Chi dice di aver avuto un incubo e poi lo racconta è un altro bugiardo che ha sperimentato un semplice brutto sogno.
1. I vantaggi del sonno
1.1
Anche se l'universo che viviamo in stato vigile offre molti benefici, dovuti alla sua materialità e diacronicità, d'altra parte è socialmente, geograficamente e temporalmente limitato: le nostre possibilità di interazione sono ridotte allo scambio con i nostri simili terreni e viventi.
Nel mondo del sonno, invece, siamo sollevati dal gravame del tempo, svincolati dagli argini dello spazio e comprensibili alla morte; durante il sonno ci rechiamo in luoghi lontani, incontriamo amici o parenti defunti o idoli personali altrimenti irraggiungibili; dormire permette quindi di fare esperienze e compiere azioni che nello stato di veglia sono impensabili.
1.2
"Il sonno della ragione genera mostri" intitolava Goya la sua nota incisione della fine del 1700, paventando l'assopirsi della razionalità che, se ben sveglia, avrebbe sconfitto la superstizione, la stupidità e l'ottusità. Considerati i positivi risultati internazionali, mondiali ed interplanetari che il potere della sveglia Ragione ha consegnato all'umanità (distruzione dell'ambiente, guerra, bambini scheletrici con occhi ciucciati da mosche o bambini di 150 kg che dormono con maschere antiapnea, novantenni liftati e adolescenti cellulitici) c'è da chiedersi se tale sonno non possa in definitiva essere augurabile.
1.3
Un corpo umano addormentato subisce alcuni mutamenti nella sfera psicobiologica: lo stato di coscienza scompare, si sta zitti, quasi fermi e si tengono gli occhi chiusi. E' pur vero che sono registrabili episodi in cui l'assopito parla (sonniloquio), compie gesti ed atti anche complessi (sonnambulismo) e mostra palpebre alla zuava (Mario Luzi). Evidentemente incoscienti del proprio operato, i soggetti di cui sopra sono ritenuti, da alcune scuole di pensiero, non responsabili delle proprie azioni. A tale vantaggiosa interpretazione si rifanno malintenzionati o impostori lanciati in esibizionismi d'ogni genere. Giuliano Ferrara, ad esempio, ad ogni cambio al potere afferma di aver sempre dormito negli anni precedenti.
2. Il sonno come problema
L'arcano del sonno avvince da millenni filosofi e scienziati ed ha prodotto infinite teorie neurologiche, magiche, antropologiche e molte chiacchiere da autobus. Nonostante il coacervo di studi sulla materia, il mistero del perché si dorma resta un enigma insoluto, pari forse al mistero dell'utilità di svelarlo. Nessuno infatti potrebbe
ragionevolmente argomentare
che non sia altrettanto misterioso il perché si stia svegli, ma dubbi in proposito ci vengono in mente solo quando leggiamo un romanzo di Alberto Bevilacqua. Assegnare maggiore dignità, valore ed utilità alla veglia rispetto al sonno, comunque, permette alle società moderne di indurre persone incompetenti a svolgere attività inutili con mezzi pericolosi. Quando si dorme, in effetti, non si lavora, non si fa shopping, non si guida, non si mangia e/o beve, non si fa l'amore. Deroghe a queste linee di condotta sono frequenti, in particolare nell'ultimo caso.
3. La catena del sonno
3.1
Il sonno è regolato da precise norme sociali che prevedono che esso sia svolto in orario notturno. Per orario notturno s'intende il periodo che va dalla fine dei programmi televisivi che terminano alle 24.00 sino all'inizio dei programmi televisivi che iniziano alle 7.00.
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Fanno eccezione tutti i programmi di Bruno Vespa e gli eventi culturali ed artistici di rilevanza nazionale come il Festival di San Remo, le estrazioni della Lotteria, le finali di Miss Italia le dichiarazioni spontanee di Silvio
Berlusconi. Chi non possiede un televisore o, pur possedendolo, non lo accende corre il rischio di dormire in orari non consentiti, suscitando lo sdegno degli ortodossi, che lo chiameranno "cialtrone", e la preoccupazione degli inserzionisti del prime time che lo chiameranno "insubordinato".
3.2
Nonostante dormire al buio e star svegli con la luce sia una pratica innaturale, sin dalla nascita siamo educati alla repressione ed alla riorganizzazione dei nostri smargiassi istinti animali. La prima lezione di vita impartita ad un neonato è che di notte non bisogna rendersi importuni a mamma e papà restando svegli, pretendendo coccole, cibo o cambi di
mutanda.
L’indulgenza verso la trasgressione alla regola del sonno notturno dura più o meno 6 mesi e se il neonato non se ne fa una ragione, la sua vita sarà segnata da sciagure, dolori, psichiatri, pubblici ministeri, talk show, preti e simili stupefacenti. Per favorire l’apprendimento del sonno a tempo determinato, in Occidente sono in uso alcune pratiche inflitte ai bambini in quanto benefiche forme di igiene:la più famosa è il riposino postprandiale. Se eseguito all'asilo è imposto da maestre di istituti orgogliosamente privi d'ogni
comfort e ha il seguente svolgimento: a bambini piombati da maccheroni al sugo, pesce fritto, purè liofilizzato, yogurt e frutta, viene intimato di posare il capino su duri tavoli di fredda formica, facendo delle braccia
groviglio intorno al corpo; in tale postura vien fatto obbligo di addormentarsi seduti su cigolanti sedioline di legno, particolarmente usurate e scheggiate. Il risultato di questo ottimo esercizio fisico è il blocco della circolazione sanguigna, con conseguente intorpidimento degli arti inferiori e superiori, dolori cervicali, senso di frustrazione e ansia. Se il riposino è somministrato a domicilio, il soggetto bambino in vivace attività cerebrale dovrà indossare il pigiamino d'ordinanza ed introdursi nel proprio letto, sotto le coperte, alle due del pomeriggio; in alcuni casi reciterà le preghiere per la seconda volta in poco meno di 15 ore. Solitamente il bambino lotta tra le lenzuola per qualche breve minuto, quindi, inevitabilmente, s'accascia in un sonno popolato da immagini di soffocamento, guerra, merendine cannibali e telegiornali. Al momento in cui i sogni cambiano registro e languire abbracciato al cuscino diventa un piacere insostituibile, la porta si apre, le luci si accendono e una voce esclama, giuliva : "E' ora della merenda/ del pianoforte/ della palestra/della piscina/ del compitino/ del catechismo/dei cartoni animati/ del bagnetto!" .
3.3
L’importanza della regimentazione del ritmo sonno/veglia sta nel fatto che esso è il primo mattone della fabbrica del consenso sociale. Chi dorme troppo o chi soffre di insonnia verrà pertanto inserito nella vastissima categoria dei malati di mente, luogo creato da persone ragionevoli che danno ordine al mondo secondo le proprie leggi ed il proprio linguaggio e incrementano i guadagni del mercato di sonniferi e stimolanti. (per ulteriori approfondimenti
cfr. "Ottundimento: la via alla
felicità" di Maurizio Costanzo, edizioni
Wyeth-Glaxo). A proposito di ritmi e regime è importante non lasciarsi ingannare dalla mistificazione nell'uso del sintagma "il popolo della notte". Esso non si riferisce, come si potrebbe erroneamente ritenere, a persone cui è data l'opportunità fare di notte ciò che credono meglio (esco a comprare il latte, a fare una passeggiata col pupo, consegno la posta, vado in piscina) ma a individui che alimentano una fabbrica di attività notturne funzionali allo stesso sistema che vive sull'andamento sonno /veglia -notte/giorno. Il popolo della notte è infatti composto da varie tipologie di lavoratori notturni, che per questo sacrificio percepiscono paghe maggiori, e da consumatori notturni, che per questo privilegio pagano il doppio gli stessi prodotti che comprano di giorno a prezzo normale.
Conclusione
Il sonno è l'opposto della veglia; l'insonnia è l'assenza totale o parziale di
sonno. Tuttavia non necessariamente gli insonni sono svegli e
non sempre gli addormentati sono tali.
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