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sonnolandia
i viaggi fantastici del bimbo
jorma |
Mio nonno dorme, dorme talmente tanto che mia nonna lo deve spolverare, dorme così tanto che ormai, per lui, noi familiari siamo diventati solo sogni ricorrenti.
Costantemente accompagnati dal suo russare, un giorno finimmo per scoprire che vive in un altro mondo: nel regno di Sonnolandia.
Toccò a me l’onore della scoperta. Accadde quando, durante uno dei suoi sogni, si presentò nella mia camera e, senza che avessi il tempo di ribattere, mi mise il pigiama e mi disse:
"Dormi, che dobbiamo partire. Oggi è un giorno importante".
Appena addormentati, il letto si trasformò in una grande piuma e su di lei iniziammo a volare, scortati da cicogne bianche che, mi spiegò, "portano i sogni dei pisolini".
Sotto di noi le case si fecero sempre più piccole, finchè ci trovammo a sorvolare le Cime di
Baldacchino e le Colline Sgualcite, evitammo per un soffio il Monte Piumino e percorremmo il corso del fiume Camomilla.
"Ma dove andiamo, nonno? E fra quanto arriviamo?"
"Qui non c'è il tempo, figliolo, sogna di essere a Sonnolandia e arriverai"
Fu così che mi ritrovai all’istante in mezzo ad una strada di Sonnolandia e adesso vi racconto di questo regno da sogno.
Le strade sono a due piazze, solcate da filanti vetture, gommate in piuma d'oca e con carillon di serie, o da capienti carrozze alimentate a gas soporifero.
Al posto dei semafori, agli incroci si accendono abatjour e apine musicali, che danno la precedenza a chi si addormenta sul lato destro e permettono il passaggio di chi attraversa col pigiama a strisce. I vigili del sonno sono inflessibili; se avvistano qualcuno troppo desto, lo fanno accostare e ne misurano i riflessi col
morfometro: se troppo sveglio, gli rimboccano la patente e lo cullano sino a farlo addormentare. Le ambulanze si fanno strada tra le coperte con la loro sirena "Ninna Nanna Ninna
oooo". Gli abitanti di Sonnolandia dormono mediamente per quindici ore al giorno e nelle restanti nove riescono
a schiacciare qualche pisolino.
Quelli che, casualmente svegli, si incontrano per le strade, si salutano con un cortese sbadiglio, e non è raro incappare in vecchi amici addormentati insieme per ricordare i sogni di un tempo. |
Nei parchi non corrono abbaiando cani esagitati ma stanno distese tranquille pecore e staccionate; e se nessuno, nei mari di
Sonnolandia, ha mai pescato un pesce, non è certo per amore della natura. A Sonnolandia ci si esercita fin da piccoli nell'arte del pisolo. I bimbi vengono imboccati con sonnogeneizzati e crescono a panini trapuntati.
A scuola, dormire sui banchi è considerata buona condotta e disdicevole è arrivare in orario, i maestri insegnano le posizioni che favoriscono il sonno e a sprimacciare il cuscino. Nient’altro, perché nessuno rimane mai abbastanza sveglio.
In questo regno ricchezza e potere dipendono dalla capacità di dormire e le banche non custodiscono denaro ma sogni. I matrimoni a Sonnolandia sono tutti molto felici visto che è raro che i coniugi siano contemporaneamente svegli e adesso capisco perché il matrimonio dei nonni è durato tanto.
A dar l’esempio è la famiglia reale: RePosino
II, capace di dormire anche per ottantasette ore consecutive, solitamente si sveglia ogni giorno per cinque minuti giusto per rigirarsi, in ventidue anni di regno non è mai stato in grado di proferire un discorso intero senza addormentarsi . Ma quale abitante di Sonnolandia sarebbe in grado di ascoltare sveglio un noioso discorso del Re?
E poi c’è la Regina, Catalessi I, che si sveglia solo un giorno l'anno e quel giorno è festa, le piume dei cuscini volano da finestre e balconi e tutto il regno si trasforma in un’immensa boule de
neige. In questo unico giorno di veglia reale si disputano le
sonnolimpiadi, inaugurate dall'importantissima gara dei 100 pisoli piani.
Era proprio il giorno che il nonno aveva scelto per portarmi a
Sonnolandia.
Mentre giravo su me stesso a palmi aperti per salutare le piume, il Nonno mi mostrò fiero il suo cuscino:
"Guarda, figliolo, il cuscino onorario di Sonnolandia sul quale oggi parteciperò alla gara". I venditori sugli spalti avevano terminato il giro dei sonniferi, i concorrenti si tolsero le ciabatte e si sistemarono sui guanciali.
Sarebbe stata una grande gara, se lo starter non si fosse addormentato. |