la monografia - n.1. il sonno

buonanotte

di brodo primordiale

Era notte e non aveva sonno. Aveva passato le ultime due ore a picchiare sua moglie e ora si sentiva stanco, ma non riusciva a dormire, anche perché la troia si lamentava intermittentemente, una specie di belato che gli penetrava il cervello.
Si alzò e le mise in bocca una pasticca di ipobrufene, una di torazina e due pasticche per l'alitosi. Indossò una cuffia a soppressione di rumore, una maglietta pulita, e si mise al lavoro. Stava costruendo la sezione di poppa della Queen Mary in scala 1:724 e, quando arrivava al momento della curvatura delle centine, aveva sempre un'erezione oppure gli veniva sonno. Mai insieme.
Questa volta non era successo nulla, anche perché sua moglie era inservibile, conciata in quella maniera, e lui era troppo stanco per dormire.
Lei era un tipo strano, tendenzialmente catatonico e sonnolento. Si era addormentata perfino al ricevimento di nozze, e una volta, mentre facevano elaboratamente sesso nella posizione della spaccatura del bambù - che lui aveva imparato da una trapezista conosciuta in Bosnia, oltre a prendersi lo scolo. Per rianimarla dalla catalessi lui la picchiava con un batticarne Krupp, lasciandole grossi lividi dappertutto. Ora che non si poteva più portare il velo avrebbero avuto dei problemi, pensò distrattamente mentre finiva di annodare un Savoia perfetto.
Una volta, per farla stare sveglia, le aveva incollato le palpebre col cianocrilato, messo le cuffie e sparato tutta la discografia degli Iron Maiden nel cervello, a 120 decibel. 
Lei si era addormentata dopo due ore di lacrimazione torrenziale.
Non c'era niente da fare, l'aveva portata dai migliori specialisti che le avevano fatto tutte le analisi: la pet, la tac, la rettoscopia. Risultava tutto normale, a parte i lividi e il fatto che non aveva più le ciglia.
Cominciava quasi a convincersi di essere lui quello anormale, dopotutto dormiva si e no due ore per notte e continuava a costruire quei maledetti modellini di navi. Perdeva ore e ore sul sartiame e, quando aveva finito, era ormai giorno.
Ma forse c'era un modo.
Andò in cucina e girò le manopole dei fornelli a gas, prese una Sapporo in frigo e tornò a letto. Si stese accanto alla moglie e cominciò a bere dalla lattina. 
Pensava a quando aveva costruito quel brigantino inglese, il Goldenstar. A un certo punto si era bloccato sulle vele e alla fine, preso dalla stizza, aveva afferrato il modello e lo aveva distrutto a martellate. Non riusciva a sopportare un fallimento.
La moglie era sveglia, si girava nel letto. Sentì la sua mano sulla coscia : 
"non dormi?".
Si mise una sigaretta in bocca e le guardò il viso livido. 
"si, stasera ho finalmente sonno".
Fece scattare l'accendino.
Buonanotte.

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