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risveglio cairota
di lia (egitto)
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Questa mattina mi ha svegliato un muggito.
Essendo appena rientrata dall’Italia, ho fatto un po’ fatica a capire di cosa si trattasse.
“Dunque” mi sono detta, “c’è un animale che muggisce molto vicino al mio appartamento. Perché? Ah, deve essere per l’Eid.”
L’Eid è quella festa per cui ogni anno
i musulmani sacrificano un animale in ricordo di Abramo e i cristiani d’Occidente si indignano scoprendosi animalisti. I cristiani d’Oriente, invece, più pragmaticamente approvano e si abboffano delle costolette che ne derivano, come tutti.
Ovviamente, se vuoi sacrificare un animale devi innanzitutto procurartelo vivo, possibilmente con un paio di giorni di anticipo rispetto alla festa.
“Si vede che il portiere sta custodendo qualche pecora qui sul tetto, giusto sopra la mia testa” mi sono detta. “Eppure sembra una mucca, più che una pecora.”
Poi mi sono affacciata e, sbirciando nei cortili dei palazzi vicini al mio, di pecore ne ho contate ben tre. Ora è sera e loro sono ancora lì che mangiano tranquille. Le pecore non muggiscono, però. Belano, che io sappia. E qui c’è ancora qualcosa che muggisce.
In realtà, non vengono sacrificate solo le pecore, per l’Eid. Anche le mucche vanno benissimo: l’importante è che si tratti di animali commestibili. |
Il gatto di casa, per intenderci, non va bene.
L’anno scorso, nel quartiere islamico, fui testimone di un autentico corpo a corpo sul marciapiede tra un signore e una bufala - un bufalo femmina, dico – che tentava di sottrarsi al proprio ruolo. Vinse il signore, sostenuto dal tifo di una miriade di ragazzini, e io feci un corso accelerato di anatomia
bufalesca, visto che la macellazione avvenne lì in strada.
Devo confessarlo: lo spettacolo mi fece venire una gran fame, ed è che in fondo l’uomo è una bestia carnivora.
Queste sono cose da Cairo vecchio, però, e mi stupisce che qualcuno del mio quartiere borghese stia facendo le cose talmente in grande da tenersi una mucca sul pianerottolo fino a domani. Oddio: a dire il vero, le cose in grado di stupirmi, qui al Cairo, sono ormai pochissime. E tuttavia, stento a farmi una ragione di questo muggito, peraltro fortissimo e insistente. Proprio non riesco a capirne l’origine e non posso nemmeno chiedere spiegazioni, ché vattelappesca come si dirà “muggito” in arabo e, comunque, farei una gran fatica a capire la risposta.
Di qualunque cosa si tratti, comunque, temo che domani tacerà.
Non mi dispiacerebbe se qualcuno mi facesse pervenire una fiorentina per ripagarmi dei rumori molesti.
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