le rubriche

piccolo corso di scrittura non creativa

di untitled io

INTRODUZIONE

A tutti voi sarà capitato (e se non è capitato, prima o poi capiterà) di affidare la vostra casa a qualcuno. Voi della vostra casa sapete tutto, mentre il vostro ospite non sa nulla. Non sa, per esempio, dove tenete il caffè, né il modo in cui riuscite ad accendere il gas ai fornelli della vostra cucina senza che si spenga dopo i primi tre secondi, o come si fa a caricare acqua nella caldaia quando il livello scende e non c’è più acqua calda nel bagno, né dove siano il contatore della luce e il salvavita.
Nel malaugurato caso appena descritto, avrete bisogno di redigere il famoso “foglietto delle istruzioni”.
Che non sia un romanzo.
Che non sia una poesia.
Che non sia un racconto lungo, né breve.
Che non sia un post, né un commento.
Che non si dilunghi a spiegare la vostra opinione, né il vostro grado di coinvolgimento affettivo, né il vostro giudizio critico riguardo ai meccanismi attualmente in funzione nella vostra casa.
Che non stabilisca alcuna correlazione inutile fra il funzionamento di una Bialetti e, che ne so, lo sgorgare dei vostri sentimenti in certe particolari circostanze.
Che non stabilisca alcuna correlazione fra il funzionamento di una Bialetti e il funzionamento dell’universo. 
Che non ricorra alla narrazione di vostre precedenti personali esperienze (o peggio: alla narrazione di esperienze altrui), tragiche o comiche che siano, e che dunque non instauri nel vostro ospite inutili e oscuri timori, o sentimenti di inadeguatezza o vergogna, o tentazioni d’uso improprio dell’attrezzo in questione.
Che non sia particolarmente sarcastico o provocatorio o tenero o umoristico, né (dio vi scampi dalle conseguenze) paradossale.
Insomma: avrete semplicemente bisogno di descrivere e spiegare qualcosa a chi non l’ha mai vista, o non la sa. Va da sé che non vi avventurerete a spiegare il funzionamento di una Bialetti o di una caldaia se non avete mai fatto un caffè in vita vostra, o se non sapete neanche in quale stanzino si trova la vostra caldaia.

Non è detto che vi basteranno poche parole: avrete la necessità di richiamare alla mente tutti i termini necessari – e se non li ricordate, avrete bisogno di procurarvi: un dizionario di italiano sufficientemente aggiornato, alcuni libretti di istruzioni, e un vocabolario bilingue se il vostro ospite non parla italiano. Potrete far ricorso ad alcune metafore, se vi siete versati, purché queste abbiano un carattere eminentemente sbrigativo.

In questa situazione, due sono le ipotesi più estreme: o siete degli scrittori fatti e rifiniti, o dello scrivere non avete proprio nessuna pratica. In entrambi i casi, è facile prevedere che la redazione del foglietto di cui sopra comporterà per voi alcuni problemi. 
Vi invito a riflettere su una questione. Il requisito principale del foglietto di istruzioni di cui all’esempio non sarà quello dell’economicità del testo che andrete a redigere, né della sua neutralità (sapete bene che la casa è vostra, che la vostra caldaia ha bisogno di un colpetto particolare per azionare gli indicatori di livello, che il vostro appartamento confina da un lato con quello di un individuo pericolosissimo e molto irritabile, che ne so), ma quello della sua utilità, e dunque della perfetta comprensibilità ed evidenza di ciò che intenderete mostrare e far conoscere. Di conseguenza, avrete bisogno di essere efficaci. E di non metterci un’intera giornata a scrivere quel foglietto, perché magari se no perdete il treno, o fate tardi al lavoro. 

E’ abbastanza evidente, infine, che data la particolare natura dell’incombenza, avrete la necessità di bandire qualsiasi intento creativo dalla vostra scrittura: non potrete descrivere insomma (tanto per l’agio dell’ospite quanto per preservare l’integrità della vostra casa) una caldaia inventata di sana pianta, né un marchingegno immaginario per fare il caffè – cose queste che non avete mai posseduto né usato, e che in nessun caso l’ospite potrà rintracciare all’interno della vostra (pur dotatissima) abitazione.

Va bene, era solo un esempio - per spiegare di che si tratta. Se preferite: è un corso di ginnastica dolce per soggetti scriventi troppo pressati. Per esempio, per bloggers. O un’efficace terapia per autori troppo creativi, spesso soggetti a dolorosi ingorghi immaginativi (curiosamente simili a mastopatie) che rendono difficilissima l’emissione verbale, provocando veri e propri blocchi nel trasferimento dati autore-lettore, che si vorrebbe invece felice e naturale. Senza contare che un corso di scrittura non-creativa dovrebbe essere finanziato dalle Regioni tutte, tanto palese è il suo carattere di pubblica utilità. Utilità per voi che scrivete, che dopo un breve periodo di costante e non faticoso allenamento, vi scoprirete finalmente in grado di fornire un’indicazione stradale. E utilità massima per il pubblico dei vostri lettori, che leggendovi verranno letteralmente inondati di informazioni che mai (dacché scrivete) si sarebbero sognati di poter ottenere da voi. Per esempio un’indicazione stradale.

Vi verranno proposti alcuni semplici esercizi: uno per ogni lezione. Vi consiglio di rilassarvi completamente prima di apprestarvi a compierli: con tutta probabilità, quelli che vi sembreranno più facili saranno i più insidiosi per le vostre articolazioni linguistiche, sicuramente abituate ad esercitarsi in modi più atletici ed estremi, e dunque irrigidite da sforzi creativi troppo prolungati. Dovete sciogliervi invece, porre attenzione alle cose, e distogliere l’attenzione dal vostro animo in subbuglio. Voi non dovete essere in subbuglio. E soprattutto non dovete mettere nessuno in agitazione.
Prima di compiere ogni esercizio, vi consiglio di effettuare il seguente

esercizio di riscaldamento (ER)
Prendete carta e penna (si fa per dire, anche un computer va bene) e descrivete come siete vestiti in questo preciso istante.

Fatto? Non che c’importi più di tanto, ovviamente. Per cui all’occorrenza omettete pure qualcosa che non vi va di mostrare, ma cercate di non barare sui dati, altrimenti rischierete strappi muscolari non appena vi troverete ad affrontare la vostra prima descrizione puntuale urgente (nel prosieguo: DPU), che poi rappresenta l’esercizio di base, del quale tutti gli esercizi qui proposti costituiranno varianti più o meno complesse.
Inviate qui i vostri primi esercizi di riscaldamento: 
……………………………
Prima di iniziare la prossima lezione correggerò, se necessario, alcune posture sbagliate, e vi darò alcune utili indicazioni sul tipo di respirazione, sul ritmo da tenere, sulla precisione e sull’efficacia delle informazioni da voi fornite.
Alla fine di ogni esercizio, abituatevi fin d’ora a chiudere con un semplice

Ho finito.

Col punto. Senza post scriptum. Questo vi darà la misura dell’impossibilità di ritrattare i vostri scripta (che come tutti sanno, manent). Dico questo perché so che la maggior parte di voi tenderà a mantenere la possibilità di ritrattare, o la confortevole prassi di restare nel vago, ma vi prego caldamente di lasciare queste ignave attitudini fuori dalla porta di questa palestra.
Inviate i vostri esercizi con leggerezza e fiducia: non si vince niente. Alcuni dei vostri migliori (o peggiori) esercizi saranno pubblicati e commentati in questo spazio, per intero o per stralci, ma solo a mo’ di esempio, all’unico scopo di aiutare gli altri a eseguire correttamente e senza affanno gli esercizi successivi.
Per oggi ho finito.

untitled io*


*opportunamente detitolata a tenere corsi di qualsivoglia disciplina, in specie creativa.

 

invia i tuoi esercizi per il 
piccolo corso di scrittura non creativa a redazione[at]sacripante.it 

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