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allego il mio
curriculum
di vincenzo gallico |
Gentile Comitato Anarchico Rivoluzionario Destabilizzante ,
mi rivolgo a voi per due motivi: vorrei cambiare il mondo e sono disperato.
Costretto da estrema necessità, vi confesso di aver già inviato richieste di lavoro presso altri enti, dai quali però non ho ricevuto nessuna risposta degna di tale nome. Fra i destinatari dei miei
curricula posso elencare i nomi di associazioni vostre concorrenti in un raggio d’azione che va da Greenpeace agli Irriducibili della Lazio, da Al Qaeda ai nostalgici della Rote Armee
Fraktion, dai gruppi naziskin di Forza nuova in Veneto ai
Papa-boys. Persino alla mafia ho mandato un curriculum con traduzione a fianco in siciliano. Dell’Eta e della Casa Bianca purtroppo non ho trovato l’indirizzo sulle pagine gialle.
Mi direte: ma come? Come mi viene in mente di rivolgermi a voi dichiarando la mia totale indifferenza ideologica, testimoniata da questo dimenarmi a destra e sinistra, soltanto allo scopo di ottenere un posto di lavoro?
Ed io vi rispondo: perché sono disperato ed essendo disperato sono disposto a tutto ed essendo disposto a tutto credo di potervi essere utile.
Avete bisogno di un bombarolo imbottito di dinamite che faccia esplodere la cupola di San Pietro? Eccomi. C’è da prendere di mira i manifesti elettorali di qualsiasi forza politica in questione? Dotatemi di un paio di quintali di uova marce e pomodori ammuffiti e ve li sistemo io. Occorre dirottare un aereo, far deragliare un treno, sfasciare le vetrine di una banca, derubare supermercati? Voilà, sono pronto.
Mi direte: perché? Perché sono arrivato ad un punto tale da rischiare la mia vita, indipendentemente dall’obiettivo?
Ed io vi rispondo: sono fatti miei. Questioni private, che non è il caso di raccontare in pubblico. Forse ve ne parlerò dopo, conoscendoci meglio (in caso d’assunzione, s’intende), ma per carattere non ho la propensione ad immolarmi come agnello sacrificale. Devo avere dei motivi seri, dunque.
Certo, la depressione tipica del disoccupato ha svolto un ruolo importante nella mia scelta. Magari avrei dovuto ascoltare subito il consiglio di chi saggiamente esortava, in una simile crisi economica, a trovarsi lavoretti in nero, come per i dipendenti licenziati dalla Fiat. O forse dovrei dare retta a mia madre che dice di finire la scuola e andare all’università, perché un pezzo di carta nella vita può tornare sempre utile, dice lei, e può darsi che non abbia tutti i torti.
Il problema, Gentile Comitato Anarchico Rivoluzionario Destabilizzante, è che la vita, io, me l’ero immaginata diversamente. E invece mi ritrovo fra un mucchio di restrizioni, gabbie, muri, ostacoli, leggi, prigioni. E che diamine!
Mi direte: sei ancora un ragazzino (ho infatti 9 anni).
Ed io vi rispondo: ogni mio movimento è sotto controllo, al supermercato la cassiera mi guarda storto quando prima del
fine settimana mi compro trenta barattoli di
nutella. Ho bisogno di endorfina, che male c’è? Se il mondo mi facesse più felice non mi sarebbe necessaria. Purtroppo qua chi dice una parola di troppo è un eversivo, chi ha un’idea differente un pazzo. E io non ci sto.
Allora è chiaro che se non mi sento libero sono disposto a tutto. Perché a continuare così non ce la faccio proprio.
Allego il mio curriculum vitae.
Terroristici saluti
Costantino Polidoro
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Curriculum vitae
Nome: Costantino
Cognome: Polidoro
Luogo e data di nascita: S.Pietroburgo, 15 Febbraio 1996
Stato civile: celibe
Conoscenza di lingue straniere: bolscevico scolastico.
Hobby: costruzione di molotov fai-da-te.
1999 (primavera):
Espulsione dall’asilo per aver preso in ostaggio due compagni di giochi. La durata del sequestro è breve, ma le vittime rimangono traumatizzate dalla brutalità del carceriere. La maestra tenta più volte di mediare prima di ricorrere alla violenza.
2000 (carnevale):
I compagni del nuovo asilo denunciano all’autorità costituita i furti perpetrati da un misterioso Robin
Hood, che li deruba di oggetti personali, merendine e qualche spicciolo. Polidoro, in calzamaglia verde, è l’unico a corrispondere alla descrizione, ma nega leccandosi le labbra sporche di cioccolata.
2000 (estate):
Polidoro riceve il titolo di “vandalo” durante le ferie al mare per la distruzione di oltre novanta castelli di sabbia edificati da altri bambini e/o adulti. Le demolizioni avvenivano nel primo pomeriggio con l’ausilio di secchiello e paletta.
2001 (gennaio):
Una volante della polizia sorprende Polidoro fischiettante con una fionda in mano. Nei mesi di novembre e dicembre 2000 i vicini di casa denunciavano la frantumazione di otto finestre.
2001 (dicembre):
Polidoro distrugge la capanna del presepe dell’oratorio con una mazza da baseball e incendia il muschio attizzando il fuoco con il cero delle offerte.
2002 (carnevale):
Polidoro terrorizza il vicinato sparando con un mitra a pallini e indossando un passamontagna nero. Quando viene fermato dalla polizia, Polidoro fuma una pipa, il cui tabacco pare fosse rubato, e non vuole dichiarare i propri dati personali. L’agente mette a verbale che il sospetto dopo ore d’interrogatorio si decide a rivelare la propria identità, come sedicente Subcomandante
Marcos.
2002 (settembre):
Frequenza presso la scuola elementare “Lev Trotzky”. La maestra di Polidoro viene ricoverata nel marzo 2003 per esaurimento nervoso.
2003 (maggio):
Il Preside della scuola elementare “Lev Trotzky” riceve in 21 maggio una telefonata minatoria: un ordigno farà esplodere l’istituto. La scuole viene evacuata. Ma la bomba non esplode. Il 22 maggio il Preside riceve la medesima telefonata. La scuola viene nuovamente evacuata. Anche in questo caso inutilmente. Il 23 maggio il Preside riceve ancora una volta la telefonata di minaccia. Ma non casca nel trabocchetto dei buontemponi. La scuola esplode alle 11.27. Polidoro è assente. Le ultime tre telefonate partite dal suo cellulare sono destinate all’ufficio del Preside. Dal 23 maggio Costantino Polidoro è latitante.
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