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caro lettore
di senzaqualità |
caro lettore, mi duole affrontare così delicato argomento col tono svagato e
distratto che non mi si addice, ma ecco che ora l'ho scritto: scorrendo le
righe non senza iniziale baldanza avanzi ed ostenti la tua padronanza su
questo terreno vergato a colpi di pixel, ignaro che nella sostanza è stato
minato e intanto che tu lo percorri e calpesti, ti affermi, ma essendo
assente di fatto: ci arrivi? capisci? purtroppo succede che tu "non esisti!
" ..e ora che fai, ti stupisci? andiamo! e come potresti stupirti se scrivo
che tu non esisti!?
dicevo, purtroppo, che tu non esisti - non hai consistenza, non muscoli o
nervi né sangue né arto né bocca né odore - nessuno da qui dove sono potrà
raccontare il moto garbato o arrogante che alza ed increspa quel tuo
sopracciglio né il gesto accurato del dito che schiaccia pressante un
cursore, l'inquieto e insonoro sbadiglio represso, la gamba angolata
sull'altra, il piede curvato di lato che scalcia impaziente scontrando uno
spigolo ingrato, l'arteria che pulsa... ne ascolto il rumore ed intanto, se
tu non esisti, t'accolgo, t'invischio, t'inganno e ti tento - purtroppo (e
scusa se insisto) sei solo finzione: non visto, sei parte del gioco (del
giogo?), un doppio che erutta dall'ombra, la punta affilata che in questo
preciso momento mi pungola dietro lo schermo con forza gentile o pressante -
infine, sfiancato dal caso curioso, tu forse t'arrendi, dividi l'impegno,
diventi coautore e compagno, spettatore, cartina di tornasole - eppure, lo
affermo convinto, di certo sei attore: è così che ti sento!
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mi credi? ti vedo perplesso (no, non ti vedo..lo scrivo per convenzione!) -
ma adesso tu caro lettore, adesso in questo preciso momento sei ancora
un'assente essenza fluttuante - malgrado t'avverta presenza parecchio
invadente, in fondo non sei che un ignaro e confuso riflesso di queste
parole, un mirror soltanto evocato che voglio, sì, voglio traslato in
collaboratore, del tutto sedotto o almeno plagiato - in questo preciso
momento un groppo di rudi pulsioni graffiate e estromesse in rullo di topo
s'arrocca e produce la spastica palla che narri quel nulla cui aggrappi il
tuo occhio e lo rendi reale, annoiato, rapace o sereno, indulgente e forse,
alle fine, terreno - lo sguardo? è ancora e ancora qualcosa di
non-esistente, pesante, attivo o latente, pungente, alieno, forzato ma
sempre e comunque presente..
lettore, lettore lettore ti prego digioga la mente da questa astrazione e
atterra soave, concreto e colliso su questa specie di foglio volante
(aggiungi "avvilente" o a scelta "straziante") e marca d'impronta corposa e
incidente lo spazio che t'offro - lo voglio, e t'invento sebbene mi senta
creatore di niente - lo chiedo con tono a dir poco questuante sperando si
sposti di poco piuttosto che niente il mio contatore d'orgoglio
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