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di rael is real |
Hai preso tutto?
Calzini di scorta? Ti ho messo due pacchetti di fazzolettini nella tasca esterna del trolley.
Guida piano. Telefonami quando arrivi. Non ti preoccupare per me, ora vado a dormire. Ci vediamo domani sera, amore mio. Bacio. Sì, bacio.
Chiuse a doppia mandata la porta d’ ingresso, voltandosi guardò il cane che russava nell’angolo e andò in camera da letto.
Erano settimane che aspettava lui partisse per quella riunione di lavoro a Milano: tutta la notte sveglia, senza temere litigate perché si era alzata di soppiatto verso le due o le tre.
Sapeva bene che c’è un lasso di tempo che, trascorso, impedisce il ritorno a casa per prendere ciò che si è dimenticato, a meno che non ci si sia scordati qualcosa di estremamente importante. Molte volte se lo era visto tornare all’ improvviso, trafelato: raccattava l’ autoradio o il cellulare e ritornava scappando all’ auto, lasciandola terrorizzata che si fosse accorto di quello che stava facendo.
Scandì i minuti indossando il vecchio pigiama con gli orsetti, riscaldandosi un caffè e fumandosi poi una sigaretta.
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Mentre spegneva la cicca nel posacenere, si sistemò i vecchi slip finiti in mezzo al sedere, andò nello studio, accese il computer.
Il processore caricava i programmi d’ avvio, lei dispose in bell’ordine il kit di sopravvivenza per la lunga notte: sigarette, bottiglia d’ acqua, fazzoletti, cellulare, portacenere.
Il modem iniziò la procedura di settaggio: lei mise una gamba da tempo depilata sulla scrivania e cominciò a perlustrare la pelle in cerca di brufoli da schiacciare.
Connessione, oh, un punto nero, soddisfazione.
Messenger, giù la gamba, grattatina vicino al pube.
User, accensione seconda sigaretta.
Password, sguardo di controllo alla web cam spenta.
Amore mio, scopami subito, sono qui col tuo babydoll preferito, quello di seta azzurra
scrisse attaccandosi ai capelli il muco appena estratto dal naso.
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