Cose dall’altro mondo

tieni d’occhio la pista ciclabile

di alessandra galetta
(olanda)

Sei in fila da quindici minuti dietro ad un motociclista che pensi sia matto perché se ne sta lì immobile a prendersi la pioggia mentre la corsia dell’autobus al suo fianco è vuota, la occhieggi con cupidigia e con stupore quella corsia, basterebbe percorrerla per qualche metro per uscire dall’ingorgo.

Piove. Hai la macchina piena di buste, pacchetti e scatole varie. Sei stato a fare la spesa trimestrale in un posto che è un non-luogo, dove trovi tutta quella roba che all’inizio, con un po’ d’imbarazzo, ti portavi in valigia dall’Italia. 
Parcheggi, scendi. Un ciclista arriva da lontano; quando è ad un paio di metri da te, alza il dito medio in modo inequivocabile. 
Ti arrabbi. Guardi la tua auto: una ruota è oltre la linea blu. Dopo che hai scaricato caffè, mozzarella e pelati, allinei quella ruota, mentre continui a pensare: sono proprio fissati.

E’ buio. Sei in un quartiere dormitorio. La luce dei lampioni è talmente bassa che devi tenere gli anabbaglianti accesi. Ti sei perso e non hai la mappa con te. 
Sembra l’inizio di un libro game, ti dici tanto per sdrammatizzare. 
Giri e rigiri cercando di rintracciare il punto da cui sei venuto. Non c’è nessuno a cui chiedere. Accosti, tiri fuori il cellulare e stai per chiamare a casa, quando qualcuno ti bussa al finestrino.
Lo abbassi, perplesso. 
Un tipo fa una domanda. Le parole non le capisci, ma il tono non ti piace. 
Non conosco l’olandese, mi dispiace, rispondi con un sorriso soddisfatto.
Non importa, dice lui. Posso ripetere in inglese. Mi chiedevo: hai la freccia rotta oppure l’hai dimenticata accesa? E’ da qualche minuto che segnali che devi svoltare a sinistra e invece ti sei fermata a destra… 
Lo guardi. Abbassi la levetta. Ma questo qui non ha un accidente da fare il sabato sera?

Puntigliosi, ossessionati, esagerati.
Macchine fotografiche mimetizzate, poliziotti nascosti dietro agli alberi in una strada dritta, in cui non passa nessuno. Limite di 30 Km all’ora nei centri abitati, ma per prudenza, non si superano i 20. Segnali luminosi che t’indicano a quale velocità devi andare in quel tratto. Controlli continui.
Così succede che cambi. Non sei mai stato uno che parcheggiava sul marciapiede o che superava a destra, però cambi comunque.
E di incidenti, in quattro anni che mi sono trasferita qui, ne ho visti una decina e tutti banali.
Posso andare a comprarmi le batterie per il game-boy?
Aveva compiuto da poco 7 anni, mio figlio, quando mi ha fatto questa domanda.
Puoi. Però attento quando attraversi.
Aveva sbuffato ed era uscito dicendo: mica siamo in Italia!
Quando d’estate torni nel tuo Paese, ti abitui gradualmente. Già da quando entri in Belgio, cominci a non essere più rilassato.

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