le rubriche

piccolo corso di scrittura non creativa

di untitled io

seconda lezione

E’ successa una cosa curiosa. 
La Redazione di Sacripante! mi ha recapitato alcuni esercizi di riscaldamento (ER), perché potessi verificarne la corretta esecuzione, così come avevamo concordato che si facesse. Ciò che è inspiegabilmente avvenuto è che uno degli ER pervenuti in redazione, inviato da una nostra aspirante piccolocorsista, è stato erroneamente scambiato per una proposta di contributo libero alla rivista. Pertanto, alla gentile aspirante piccolocorsista è stato intimato di riscrivere il pezzo secondo i dettami già resi noti dalla Redazione, e cioè rispettando la seguente lunghezza: “dalle 3000 alle 6000 battute”. 
L’aspirante corsista ha ripreso pazientemente in mano il suo ER, e lo ha diligentemente allungato fino a ottenere 3994 battute, spazi inclusi saluti esclusi.
Non sono riuscita purtroppo a rintracciare copia della prima versione pervenuta (quella “troppo breve” per essere considerata ricevibile), ma riporto qui di seguito, per intero, la seconda versione (quella estenuata):

come sono vestita in questo preciso istante? ho su un paio di calze bianche di cotone a metà polpaccio (de iure, di fatto appena calzate scendono alla caviglia), sopra le calze bianche ho un paio di calze di cotone blu alla caviglia, perché fin da ragazzina sentivo dire questa cosa che i calzini bianchi sono da sfigati. frequentavo una scuola privata e le mie compagne di classe, alcune, provenivano da famiglie molto snob. davano importanza ai calzini, anzi i calzini potevano essere metro di misura per decider chi valesse la pena frequentare e chi no. le calze sono di cotone perché non sopporto la lana, mi prude. infatti sopra ho una maglia di lana, ma non tipo quelle di una volta, una di quelle lana fuori cotone sulla pelle. l'ho presa settimana scorsa quando qui a Milano c'è stato un freddo becco, mia mamma, come credo tutte le mamme, era tutta contenta di poter dire che erano i giorni della merla. i giorni della merla sono i più freddi di tutto l'anno. io dopo essermi comprata la maglia di lana fuori cotone sulla pelle mi sono presa l'influenza che quest'anno fa venire un febbrone da cavallo e come ha detto giustamente un mio amico, che l'ha avuta una settimana prima di me, il primo giorno di febbre "credevo di morire". ai piedi ho anche delle scarpe marroni, difficilmente descrivibili, non sono nulla. le ho, credo, da una decina d'anni. non ricordo dove e quando le ho comprate. sono scarpe insignificanti. né brutte né belle né di moda né fuori moda né da vecchia né giovani. però a me piacciono e sono comode. fino a un mese fa andavo in giro con gli anfibi che sono l'unico altro paio di scarpe invernali che ho, ma alla cena aziendale prima di Natale un mio collega mi ha fatto notare con disappunto che non le avevo lucidate, che come potevo andare in giro in quel modo. un po' per questo, un po' che iniziavo a sentirle pesanti ai piedi, come se facessi fatica a camminare, come se d'un tratto le mie gambe fossero diventate più deboli e perciò faticassero di più a tirare su l'anfibio a ogni passo le ho lasciate sotto il calorifero e sono passata a queste, più o meno definitivamente. che fosse definitivo me ne sono resa conto però solo man mano che passavano i giorni. adesso mi è chiaro e trovo sia stata una buona decisione. per il resto ho su dei jeans, un maglione blu con i polsini rotti, ma per il resto bellissimo e comodissimo, così bello che il mio amico una volta mi ha detto che lo vorrebbe lui e io mi sono emozionata, non me l'aveva mai detto nessuno di desiderare una cosa mia, e poi proprio questo che insomma non è proprio un bel maglione di quelli che le persone potrebbero invidiare, poi è rotto sui polsini e sui gomiti ha due toppe blu cucite da mia mamma perché si era liso all'altezza dei gomiti, forse perché io ho i gomiti spigolosi e sto spesso appoggiata sui gomiti alla scrivania, comunque mi ha fatto piacere che il mio amico desiderasse il mio maglione.  
al collo ho la sciarpa che mi ha regalato lui a Natale, è colorata, bellissima, morbida. me la invidiano tutti. anche questo mi fa piacere, non mi è mai successo che così tante persone mi facessero un complimento per lo stesso capo d'abbigliamento, non ho mai avuto cose così belle da suscitare le reazioni di molte persone, invece questa sciarpa sì e nessuno sa che me l'ha regalata lui, però io sì, e mi emoziono ogni volta. mi inorgoglisco. sotto sotto ho delle mutande bianche di cotone prese all'upim tre per due, di quelle che vendono in finte mini-borsettine di plastica chiusi, in cui ci sono tre paia di mutande di colore diverso o di forma diversa - ma poco -; per sapere com'è questa forma diversa di solito ce n'è un campione sciolto, tre mutande tenute insieme da un fermaglio di plastica, mi piacciono perché sono di cotone al cento per cento e io oltre alla lana non sopporto nemmeno il sintetico (e tante altre cose). mia sorella quando me le vede fa un sorriso misto di affetto e di commiserazione. come a dire ma dove vai se le mutande col pizzo non le hai.

Ringrazio “Monica”, e lascio l’intero pezzo alla meditazione dei corsisti, che potranno rintracciarvi utili indicazioni sul “passo” da seguire nel caso si voglia indurre l’attenzione dell’interlocutore (come in questo caso) sui concetti di proprietà privata e di bene inalienabile.

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E come promesso, ecco la traccia del vostro primo esercizio DPU (Descrizione Puntuale Urgente). 
E’ un esercizio che alcuni di voi si saranno già trovati ad affrontare – in questo caso, avranno sperimentato lo sgomento assoluto che può provocare la seguente domanda:

“com’era la sposa?”

Calma e sangue freddo. Visualizzate la sposa. Ricostruitela per intero, e fate dono della ricostruzione al vostro interlocutore. Ricordo che per compiere correttamente questo esercizio, sarà importante farlo precedere dal vostro ER: uno sguardo ai vostri indumenti di oggi vi darà immediatamente un’idea del carattere eccezionale dell’oggetto che vi apprestate a descrivere.
Ricordate che “la sposa” è il risultato di un’edificazione complessa. Va da sé che al vostro interlocutore non interessa minimamente come la pensiate riguardo alle spose vestite da sposa, né tantomeno riguardo all’istituzione del matrimonio, in chiesa o in comune che sia: vi hanno chiesto com’era la sposa, descrivete la sposa. 
Venti giorni da adesso. Potete spedire i vostri DPU alla Redazione, come già avete fatto per i vostri primi ER. 

Invia i tuoi esercizi a redazione[at]sacripante.it  
specificando nell'oggetto dell'email
'esercizio scrittura non creativa'

 

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