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mi amor!
di marco gargiullo
(cuba) |
Nel mio primo viaggio a Cuba ero rimasto alquanto basito al sentirmi chiamare
“mi amor” dall’impiegata della banca all’aeroporto internazionale Josè Martì dell’Avana, praticamente appena toccato il suolo cubano.
Sconcerto anche poche decine di minuti dopo, quando venni accolto con un
“Que tu quieres mi corazón”
dalla cameriera di un bar. Poi ancora altre donne di ogni età si rivolgevano a me chiamandomi
“mi cielo” o “mi
vida”.
Sentire una, magari bella, sconosciuta che ti chiama
mio amore, mio cuore, mio cielo o mia
vita, le prime volte sconvolge … piacevolmente. Bel balsamo per il mio già smisurato ego. Però simile trattamento è riservato a tutti, indistintamente, sono vezzeggiativi affettuosi che non significano nulla. Altri nomignoli dedicati solo agli uomini sono
Papi, Pipo o Mango (già più impegnativo) mentre le donne, oltre che con i già citati dolci appellativi, vengono chiamate
Mami o Abuela se anziane. Mi immagino a chiamare una sessantenne italiana
“nonna”, mi massacrerebbe a
borsettate!
A Cuba è completamente bandito quel formalismo linguistico presente da noi o anche nella Madre Patria Spagna.
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Ricordo la faccia sconvolta di una cassiera all’aeroporto di Madrid
dove ero in transito, che ho distrattamente chiamato “mi Amor” chiedendole quanto costava un panino. Sull’Isola il Tu è d'obbligo anche fra sconosciuti e anche nei rapporti lavorativi si abbandona immediatamente l’ Usted (Voi) per passare alla formula informale. Si salutano le donne di ogni età, anche appena conosciute, con un bacio sulla guancia destra, uno solo, non come noi italiani che facciamo subito i furbi e gli ingordi e sorprendendo un poco le cubane ne diamo uno anche su quella sinistra.
Appena conosci anche superficialmente una persona subito ti chiama "mi hermano" (fratello) o " mi socio", se rivolto al turista straniero
(Yuma) è spesso un modo per rompere il ghiaccio e magari cercare di venderti qualcosa, ma è d’uso comune fra i cubani.
Quanto agli amori veri o presunti No es facil, ma queste sono altre storie ...
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