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accordi
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Mi Bemolle.
Forse è stato un bene che la natura mi abbia fornito di un certo grado di deformità; no, non moltissimo, ma quanto basta per risultare sgradevole alla vista, quel tanto da far indugiare lo sguardo dei passanti e poi farlo voltare di scatto, imbarazzati e attratti dalla bruttezza, dal lato meraviglioso del mostruoso.
La settima diesis nona.
Sono così fin dalla nascita, un orecchio quasi inesistente, una virgola di cartilagine, e l’altro spropositato; un occhio semichiuso, l’altro troppo aperto.
La bemolle sesta.
Gli animali si accorgevano subito che io stavo per passare; dicono che c’è un riconoscersi primitivo tra chi ha sensi ipersviluppati. E io ho sensi ipertelici, inumani. Certo, non tutti. Sembra ridicolo a dirsi, dato il mio padiglione auricolare floscio come un ombrello rotto, ma io ho un orecchio assoluto. Ma no, non so suonare, no; io sento le tonalità. Sento chi consuona.
Mi bemolle/sol - Fa diesis
Quante possibilità ci vengono date alla nascita! Tu nasci, e sei un bel Mi bemolle maggiore: puoi andare dove vuoi, puoi fare quel che vuoi. Certo, dipende anche dalle persone che ti stanno intorno, da quelle che incontrerai strada facendo. Dipende da quali accordi consuoneranno quelli che troverai sulla tua strada
Si bemolle settima - Fa
Mia madre, ad esempio. Quando la vedevo passare, ed ero ancora nella culla, io non capivo quella sensazione che provavo: solo molti anni dopo gli avrei dato il suo nome: Si bemolle settima. Mia madre era un accordo di Si bemolle, e quando mi vedeva, anche nella mia deformità, io sentivo che lei diventava per me un bellissimo Si bemolle settima.
Mi.
Mio padre era un Mi naturale. Fermo, muto, impassibile. Io lo studiavo, e sapevo che aveva paura di me; aveva paura di me e lo disgustavo; quasi non riusciva a toccarmi: gli facevo impressione. Lo paralizzavo nel suo Mi naturale, senza nessuna possibilità di alterazione. Non diventò un Mi minore o, che so, un Mi con la quinta diminuita neppure prima di morire; restò un Mi, per
sempre.
Fa minore.
L’amore. Sì, l’amore spesso si nascondeva dentro i Fa minori. Cioè, io le vedevo, mi innamoravo di certe ragazze, e sapevo che non le avrei mai potute avere; ma che dico avere, non avrei mai potuto ricevere nemmeno uno sguardo umano da loro. Allora sentivo subito che erano tutte dei brutti Fa minore.
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Se lo guardi bene, il Fa minore, soprattutto verso sera, d’inverno, quando fa buio presto, è facile che ti venga pure da piangere.
Sol minore settima.
Le amicizie sono un treno che ti porta lontano; le amicizie ti portano dove vogliono loro, ti ci puoi perdere dentro. Sono un passaggio necessario; dicono: accordi di passaggio. Io ho sempre sentito il sol minore settima nelle amicizie: c’è la promessa, c’è l’attesa; chissà cosa capiterà dopo, chissà cosa faremo e dove andremo dopo.
La bemolle sesta – La minore settima/quinta bemolle
C’è qualcosa di primitivo nel sesso. Io l’ho solo immaginato, intravisto da lontano, annusato nelle corse degli altri. Il La minore settima contiene tutto il mistero ancestrale del sesso. Se ascolti bene, per strada, tra i passanti, uomini, donne, ti puoi accorgere se stanno pensando a quella cosa lì: il La minore settima li avvolge come un profumo, come una nuvola di
feromoni, come una tentazione primordiale: l’Eden è stato perduto al suono d’un La minore settima.
Fa minore settima
Ci sono anche strade obbligate, errori, passi falsi, vicoli ciechi. Io giro la mia testona asimmetrica, cerco di captare con l’ombrello floscio del mio orecchio destro tutti gli accordi possibili che mi passano accanto, ma ogni tanto sento che anche il destino vuole giocare la sua parte, per portarmi dove vuole lui, e non volevo io. Ecco, è in quei momenti che arriva come un vento freddo il fa minore settima, e contro il fa minore settima non c’è riparo, non c’è portone che tenga
Si bemolle – Si bemolle settima
Casa, tornare a casa, scappare a casa: quante volte ho desiderato starmene lì, dentro il Si bemolle settima di mia madre, che poi era il sorriso e il suo abbraccio. Ricominciare tutto da capo, viaggiare, perdersi, costruire progetti e false prospettive, racconti e fantasie: questa è l’armonia. Ma poi vuoi tornare dentro il Si bemolle che ti ha generato. E riposare. In silenzio.
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