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tutto si specchia
nell’altrove
di magenta & woland |
Ore 19:00, aperitivo, tavolo 3
- E poi l’ho scopata prendendola da dietro.
- Sì, e poi sei salito sul tetto e ti hanno rapito gli alieni, e su Vega ci sono i manghi.
- Giuro.
- Tu non distingui il dietro della tua Peugeot dal davanti, e vorresti convincermi
che ti prendi la strafica da dietro? Te lo ha detto lei, qual era il dietro?
- Io non ho una Peugeot.
- Vedi? Vedi? Te l’ho detto, vedi? E’ una Peugeot.
- E dove sta scritto?
- Dietro.
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ore 7.30, colazione, tavolo 5
L’aspetto lubrico della faccenda risiede nella naturale inconsistenza delle stesse rivendicazioni libertistiche protofemministe, che pretendono un encomio solenne di parità e rispetto culturale, sbandierando al contempo la pochezza morale di quelle che da vestali vollero farsi eroine amazzoneggianti, fieramente pronte all’autodafé della loro stessa femminilità, in ordine ad un pretenzioso superomismo. E in questo stesso paradosso parossistico convergono tutte e tutte si scornano, Simone De Beauvoir prima fra tutte.
- E quante minchia di tutte sono? Colasanti, 4 meno meno. E fatti la ragazza, va’.
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ore 11.00, pausa caffè, tavolo 4
Cara Maria,
sono qui, seduto in un bar in centro a un tavolo appartato, e il cameriere mi ha appena servito un caffè. Nella borsa nera che mi hai regalato a Natale, ho una Colt automatica con sei proiettili. Fra circa un’ora il tuo amante uscirà dal portone del suo attico e io sarò lì fuori ad aspettarlo. Lo ammazzerò con quattro colpi, per non sbagliare. Il quinto è per me, del sesto fanne quello che vuoi.
Il caffè fa schifo, tra l’altro.
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ore 12.00, aperitivo, tavolo 2
Nel settantasette aveva detto che Savoldi portava il 39. E con quello squallido espediente aveva attirato l’attenzione di tutti per moltissimo tempo, perché tutti erano convinti che se sapeva una cosa così particolare, sicuramente sapeva con estrema precisione tutte le cose che diceva, aggiungendo sempre un particolare poco probabile e indimostrabile per far stare zitti gli altri e prendersi tutto il merito. E così, anche se perdeva sempre, erano tutti convinti che fosse un campione di scopone. Ma morire sotto uno spazzaneve è una fine di merda anche per uno così.
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ore 16.00, merenda, tavolo 3
- Mamma, che cosa vuol dire Vermut?
- È un liquore che si beve e brucia nel pancino, Michele.
- Come mai si beve?
- Perché è liquido, Michele.
- Mamma, non è vero che il cuore è liquido, tu con la nonna dici sempre che
il cuore di papà è una cosa che non è liquido.
- Michele, hai presente quando mangi tanta cioccolata e poi ti viene male al
pancino?
- Sì, sì, che poi vado nel bagno e spruzzo.
- Non gridare. Intendo quello, con la nonna.
- Mamma, dov’è papà?
- A mangiare troppa cioccolata, Michele.
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ore 13.00, pranzo, tavolo 2
- T’ho detto no, la trasmissione sulle emorroidi non la faccio. Non me ne
frega un cazzo se le immagini sul maxi schermo sono di repertorio, ho detto che
non la faccio. Che cosa? E tu quel cretino che mi spalmava il succo di pomodoro
addosso lo chiami divulgazione scientifica? Ma vaffanculo va’. No, ci mandi
tua zia a fare la trasmissione sulle emorroidi. Non è vero, sei un bugiardo,
non è vero che c’è il regista del quiz a vedere le riprese. Lo avevi detto
anche quella volta dello spot dell’anticalcare per il cesso.
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ore 19.00, aperitivo, tavolo 5
- Ciao scusa il ritardo, non mi sento molto bene.
- Ah, allora niente cinema…
- No, no, mi basta solo… cameriere?
- Sì mi dica.
- Potrebbe portarmi una spremuta di limone?
- Arriva subito.
- Meno male. Ho finito il Tachiflu Dec.
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All’ora di chiusura la signora Angela pulisce da quarant’anni il calendario
sul muro, uno di quei calendari serigrafati su specchio. E indugia sulla bella
faccia che sorride. E accanto alla faccia del calendario faccia a faccia si
specchia, sullo sfondo dei tavolini vuoti alle sue spalle.
Primo, dei calendari così non li fanno più. Questo è del 1965, ma Angela
ricorda di averne visto un altro, a una fiera dell’antiquariato, forse nel
1972.
Secondo, nemmeno i produttori di liquori li fanno più eleganti e sorridenti
come il signor Vermut Dell’Altrove. Si vede che è più distinto dei
grossisti del giorno d’oggi. Deve essere perché è straniero.
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