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storia recente di una terra antica
di abboriggeno
(australia) |
Visitando un altro Paese di solito uno si aspetta di trovarvi una cultura autoctona, un'etnia che si è radicata nel tempo con proprie tradizioni e costumi, che si rispecchiano in tutto, dalla lingua alla cultura gastronomica, dall'architettura alle canzoni popolari.
Non è esattamente così per l'Australia, un Paese tanto presente nell'immaginario collettivo quanto poco conosciuto nella realtà. Questa terra immensa, la "Land Down Under" come viene chiamata, il luogo dove tutto è al contrario, ha senz'altro delle caratteristiche particolari. Così io, trasferendomi senza la più pallida idea di cosa mi aspettasse, mi sono col tempo - e con notevole sorpresa- reso conto che qua una vera e propria cultura endogena non esiste. L'originale civiltà aborigena - salvo pochi centri isolati nell'interno - è stata spazzata via quasi completamente, come sempre è accaduto all’arrivo del Colonizzatore Europeo. Quello che rimane è una incredibile commistione di culture diverse. Tant'è che risulta piuttosto difficile definire un
tipo australiano. Non sto semplicemente parlando di una società multietnica, come per esempio può sembrare a colpo d'occhio quella che c'è a Sydney, il fatto è che è proprio difficile dire cosa sia
tipicamente australiano. In effetti se si sfogliano un poco i manuali di Storia tutto questo risulta più chiaro e facilmente
comprensibile: la colonizzazione dell'Australia è iniziata alla fine del ' 700, e solo 150 anni fa sono arrivate le prime masse di popolazione dall'Europa. Sulla carta questo sembra poco significativo, sembra quasi una cosa astratta e lontana. Ma fermandosi un attimo a riflettere ci si rende conto di come abbia risvolti molto pratici e significativi, tant'è che qui per esempio la generazione dei nostri bisnonni ha convissuto con i primi conquistatori europei. Io stesso non ho mai incontrato un australiano che non abbia i genitori o diciamo almeno un nonno proveniente dall'Europa, o dall'Asia.
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Tanto per fare un esempio la persona "più australiana'' che ho conosciuto è un mio ex coinquilino, australiano di quarta generazione: a trasferirsi qui per primi sono stati
i suoi bisnonni, dalla Cina quelli materni, dal Galles quelli paterni.
Tutto questo si riflette in una società che è in maniera molto evidente una figlia recente di quella inglese, con qualche influenza americana, e una massiccia immigrazione asiatica. E ad un osservatore critico non possono sfuggire certi aspetti - che fortunatamente si vanno un po' perdendo - che evidenziano il contrasto a volte forte di una cultura estranea che male si adatta col luogo che ha trovato. Mi riferisco ad esempio - pensando a Sydney in particolare, la città più grande e rappresentativa - all'architettura delle case inglesi, il lotto gotico stretto e lungo, con finestre piccole e strette, incomprensibili in un luogo così pieno di sole tutto l'anno, e con incredibili viste sull'oceano ovunque. O alla cultura gastronomica, che in un Paese con una grande quantità e varietà di animali riesce a produrre quasi solo burro, burgers e formaggi di seconda categoria. O che con tutto il pesce che ha, l’unica cosa che sa fare è friggerlo per fare fish 'n'
chips. Questi aspetti per fortuna stanno col tempo cambiando, e comunque, a parte certe contraddizioni che è impossibile non notare, ci sono mille altri motivi, dai paesaggi decisamente unici e mozzafiato ad una mentalità estremamente accogliente e rilassata, che rendono l'Australia un paese che vale sicuramente la pena visitare.
Una cosa però è certa: mai come qui la Storia è in grado di aiutare a comprendere a fondo il luogo in cui ci si trova.
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