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madre Russia.
e il padre?
di rago (russia) |
Non solo madre, ma anche fidanzata, moglie, figlia, studentessa, lavoratrice, manager, cassiera, autista, muratrice: insomma tutto. La donna in Russia fa tutto e fa di tutto. E gli uomini? Non lo so. Io, dopo un anno di vita a Sanpietroburgo preceduto da numerose visite alla città, non l’ho ancora capito. Vivo infatti in universo praticamente popolato da sole donne, dove gli uomini che hanno una presenza rilevante nelle mie attività quotidiane sono veramente pochi.
Se al mattino, uscendo di casa, incontro l’addetto alle pulizie delle scale e alla manutenzione dei giardini, è sicuramente la solita signora, e quando salgo sul pullman o sull’autobus anche il controllore è di solito una donna, spesso già pensionata che integra la misera pensione con un altrettanto misero stipendio. Allo stesso modo il personale di vigilanza dei musei, pinacoteche è allo stesso modo costituito quasi sempre da donne, spesso oltre i settant’anni, che lavorano per poter arrivare a fine mese.
Non è però solo il minor spirito di iniziativa che causa una scarsa presenza di uomini in questi impieghi “integrativi” per pensionati: un’altra ragione è che ora in Russia l’età media dell’uomo è precipitata al di sotto dell’età della pensione, anche a causa di alcolismo, malattie cardiovascolari e altro ancora, e quindi per molti uomini non ci sono né la necessità né la possibilità di integrare una pensione.
E ancora: in metropolitana il personale è tutto femminile, tranne vigilantes e macchinisti, così come sono donne quasi tutti i venditori nei vari chioschetti collocati fuori e dentro alle stazioni del metrò, ma non è finita qui. L’altro giorno, salendo le scale che portano all’appartamento dove abita la mamma della mia fidanzata – beh, una donna per forza! - noto che stanno rifacendo l’intonaco delle pareti. C’erano dei muratori: erano donne? Sì, una persino giovane e carina, non una povera pensionata che s’arrabatta in qualche modo.
Un altro mondo completamente femminile è l’università, dove frequento le lezioni di russo. Ho già avuto quattro insegnanti, tutte donne, così come le loro colleghe e la direttrice del dipartimento e le impiegate dell’amministrazione dove si fanno le pratiche per il visto e le iscrizioni ai corsi, le inservienti della mensa e le donne delle pulizie, la venditrice del gelato e la signora del chioschetto con gli snack e gli spuntini.
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Oltre a studiare, io lavoro come insegnante d’italiano, sia presso una scuola sia privatamente, ed anche in questo caso ho a che fare solo con donne. Nella scuola di lingue tutto il personale della segreteria, la direttrice e la maggioranza degli insegnanti sono donne, come accade spesso in Italia, ma - cribbio! – anche gli studenti devono essere per forza tutti di sesso femminile?
Lo stesso succede nelle lezioni private: a parte un ragazzino di 15 anni, ho e ho avuto, e pare che avrò, solo donne fra i miei studenti; certo potrei vantarmi dicendo che è il (mio) fascino latino, ma insomma, non sono ‘sta
gran bellezza...
Nell’ufficio dove lavora la mia ragazza lavorano circa una ventina di persone. Io ne ho conosciute parecchie, incluso il capo, ovviamente un uomo, che si è effettivamente adoperato per la propria brillante carriera. I due autisti, molto bravi con i videogames e aggiornati su tutto il calcio europeo, da una parte trovano faticoso, o forse avvilente, aprire la porta d’ingresso quando suona il campanello poiché è un lavoro “da segretarie”, ma dall’altra hanno il coraggio di lamentarsi con la mia fidanzata, laureata e con mansioni da commercialista, che il loro stipendio, da uomini e autisti, è minore del suo, da donna e laureata. Capita, qui in Russia, che gli importi a parità di mansione siano differenziati per sesso.
Gli uomini russi, per mille motivi effettivamente scarseggiano, ma mi pare che spesso le donne russe preferiscano
comunque il “meglio sole che male accompagnate”.
Mi domando perché i signori “accompagnatori” siano così sgraditi, perché lo sono diventati e perché non fanno nulla per cambiare, ammesso che lo vogliano e lo
possano.
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