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vivere senza ipod

di personalità confusa

Musica per extraterrestri

Chissà, un giorno forse, tra qualche migliaio di anni, da qualche parte oltre i confini del sistema solare, gli scienziati alieni ritroveranno l'astronave terrestre abbandonata e galleggiante nel cielo, e allora potranno entrarci dentro e visitarla. All'interno non ci troveranno alcun essere umano (ci mancherebbe altro) né alcun apparecchio elettronico funzionante, ma solo un disco, e una puntina per riprodurlo. Gli alieni faranno un po' fatica per capire come usare questo arnese, ma i disegni di spiegazione allegati al disco dovrebbero essere abbastanza chiari, ammesso e non concesso che gli alieni abbiano occhi per leggerle, o le orecchie per percepire suoni.
Nel caso sia così, quei signori alieni potranno infine ascoltare la musica selezionata per loro dai dj terrestri: si guarderanno tra loro un po' stupiti, quando nell'astronave si diffonderanno le note del Clavicembalo ben temperato suonate al pianoforte da Glenn Gould, il primo dei Concerti Brandeburghesi di Bach, l'aria della Regina della Notte dal Flauto Magico, il quartetto per archi numero 19 di Beethoven e la Danza Sacrificale dalla Primavera di Stravinsky, colonna sonora perfetta per il primo approccio tra due civiltà separate da trilioni di secoli e chilometri.

Poi, qualcosa di un pochino più leggero: il Melancholy Blues interpretato dall'orchestrina jazz di Louis Armstrong, Johnny B. Goode di Chuck Berry (unico pezzo rock incluso nella compilation), brani folkloristici da tutti i continenti e saluti in 55 lingue umane.
L'astronave Voyager 1 è partita dalla Terra nel 1977. Destinazione: l'infinito, viaggio di sola andata. E' stata lanciata nell'universo con la surreale speranza che "qualcuno", un giorno, possa recuperla.
All'interno del veicolo si trova un disco e una semplice tecnologia a puntina per leggerlo. Il disco, inciso in microsolco, contiene suoni, musiche, rumori e una sezione di immagini analogiche. E' destinato al solo pubblico degli extraterrestri.
In questi giorni Voyager 1 dovrebbe trovarsi al confine del sistema solare, milioni di chilometri oltre l'orbita di Plutone. Voyager 1 è quindi l'oggetto prodotto dall'uomo che si trovi più distante dal nostro pianeta, ed è probabile che resti tale ancora per molto tempo.
Tra 40mila anni sarà in vista dell'Orsa Minore. 

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