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that’s all, folks!
di marcellus |
Tutti in fila, ordinatamente. Il senso di disciplina aumenta e il sentirsi furbi diminuisce, dopo la dipartita. E poi ci si sente leggeri. Quel vecchio corpo incrostato dai tormenti quotidiani pesa. Senza di lui anche il look ne guadagna, tutti semi-trasparenti, quasi belli.
Il vecchio Dante sull’aldilà ha equivocato. Macché legge del contrappasso, qua vige la legge del contrabbasso! Tutte le anime vengono portate in un immenso auditorium ad ascoltare un eterno concerto di contrabbasso solista. E’ la pena per tutti i peccatori, qualunque sia la colpa commessa: sopportare un concerto di contrabbasso. Anch’io, come voi, lì per lì ho pensato: “Che razza di pena è ascoltare il contrabbasso?” Vi assicuro che se provate a sedervi e ascoltare quell’archetto che non smette mai di strofinare le corde, dopo due ore darete di matto. E’ una pena micidiale.
Io debbo essere stato un peccatore scarso, ne sono uscito presto. Non saprei quantificare in termini terrestri la mia permanenza nell’auditorium. A me è sembrata un’eternità ma forse si è trattato solo di una trentina di giorni. Quando ho visto il mio nome lampeggiare sul tabellone elettrico (era il segnale che potevo uscire) sono stato felice come mai lo sono stato nella mia vita terrena.
Appena fuori ho preso a camminare dietro agli altri. Ogni due o tremila di noi c’era un accompagnatore. Io, cinefilo che non sono altro, l’ho visto e riconosciuto: Clarence, l’ometto della vita meravigliosa.
Siamo arrivati a un bivio e Clarence ha cominciato a dividerci e spingere una buona parte di anime verso una discesa. “E’ il rewind” mi ha detto “ci spediamo quelli che sulla Terra hanno vissuto senza sognare, si sono lasciati vivere addosso. Annulliamo i loro ricordi e li inseriamo in un organismo preso a caso. Voi sulla Terra le chiamate reincarnazioni.”
Arriviamo alla Centrale di smistamento. Clarence a ognuno di noi consegna una videocassetta, poi prende la parola. “Quella che tenete in mano è la registrazione completa della vostra intera vita terrestre, c’è tutto di voi, istante per istante, emozione per emozione. Adesso andrete uno per volta di fronte al nostro ECS (Elaboratore Centrale di Smistamento), gli consegnerete la cassetta e lui in un nanosecondo deciderà la vostra destinazione. Ah, insieme alla cassetta c’è un opuscolo con tutte le destinazioni possibili. Ed ora animo, anime!!! Avete superato la legge del Contrabbasso e il Rewind, dovunque andrete starete bene!”
Davanti a me una tipa dall’età indefinibile. Consegna la cassetta, il grande occhio mobile dell’ Elaboratore la ingurgita e un attimo dopo pronuncia:
“Cinzia. Isola che non c’è! Trilly’s girl!”
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Con aria interrogativa la tizia segue una freccia che compare per miracolo con la scritto:”Isola che non c’è”.
Ecco il mio turno! L’ ECS ripete l’operazione: “Marcellus. Duckburgh! Papero!” Seguo la freccia e guardo l’opuscolo delle possibili destinazioni. C’è un po’ di tutto, fumettisticamente parlando. Il mondo dei manga giapponesi e quello dei supereroi statunitensi. C’è Mouseton (Topolinia), il Far West, gli scenari dei cartoons Warner Bros, quelli di Hanna & Barbera, gli ambienti della fantascienza, del deserto, dei mari dei Carabi di Corto Maltese, perfino il condominio del signor Rossi di Bruno Bozzetto ecc. ecc.. Mi viene da ridere. Tutti sulla Terra a sbattersi per millenni a cercare di capire cosa c’è dopo la morte, e poi. Però non capisco: cosa succedeva prima che ci fossero i fumetti e i cartoni animati? Clarence mi si avvicina e parla, quasi avesse udito la mia domanda. “Marcellus, questa è solo la sezione cartoon e comics, quella ritenuta più adatta per te e quelli come te. Altri sono stati indirizzati in altre sezioni perché hanno sognato mondi immaginati leggendo libri oppure inventati dipingendo e così via. Quello che sulla Terra chiamano l’aldilà non è altro che il raggiungimento del mondo che si è sognato. Per questo rispediamo laggiù quelli che in vita non hanno mai sognato: gli diamo una seconda opportunità. Vedrai che a Paperopoli, come la chiamate voi italiani, starai bene. Adesso passa da quella bancarella, lo vedi quel tizio, pardon, quel papero che sta disegnando? E’ italiano come te e si chiama Romano. Sei fortunato, è il migliore!. Digli il tuo nome e lui disegnerà il tuo corpo da papero. Appena indossato supera quell’angolo e sarai a Duckburgh. La prima cosa che vedrai è il deposito di Paperone! Questo è l’indirizzo della tua nuova casa, è un po’ lontana dal centro, ma starai vicino ad Archimede Pitagorico. Buona fortuna!”
Ora sto bene con il mio nuovo, splendido corpo da papero. Ieri Paperoga per distrazione mi ha fatto cadere un’incudine sulla testa dal quarto piano. Ho visto solo le stelle che qualcuno mi ha disegnato attorno alla testa, poi mi sono rialzato, come niente fosse.
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