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il ragoűt
di senzaqualitŕ
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ti guardo… etciuuů! ed ecco che espargo minuscoli flussi di aria pressata,
prurito che ascende comprime e deforma i muscoli intorno alla bocca bagnata,
un occhio commosso si strizza s'aggrotta e collassa la piega sul dorso del naso
che freme e bizzoso deforma le nari e giŕ sale la mano nel gesto impotente che
arpeggia le dita e si blocca sul soffio che sembra un tornado pungente e
il mento aggrinzito propende in caduta poi flette sul busto, s'adatta alla scossa,
s'inchina allo scroscio di schizzi indecenti che effluviano un agro sentore di aglio
etciuuů!
io assaggio - tu sali, e salando con gesto che pare allargare la semina in campo
rimesti flessuosa nell'orrido anfratto rullante, cocotte che sbotta e scompone
i lucidi gorghi conditi d'erbetta e d'altri profumi speziati tritati e mixati con lama
flottante sul piano gelato di marmo e affoghi dei cubici tranci di carni sgrassate
con cura eccedente (che tu quei brandelli giallastri conservi stagnati nel frigo
ad uso del gatto) e docile prendi a mestare la massa collosa di quegli elementi:
il vortice rosso deprime canali oleosi e asciuga l'impasto saldando gli umori
in effimeri abbracci che annuso sedotto e stordito, sebbene mi turbi e mi stressi
ancora ed ancora ed ancora quel fetido odore di aglio
eetciuuů!
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tu sali, e salando incerta il blocco grumoso che emana vapori bollenti, tenace
risondi e ritratti con moto pauroso del dito la clava affondata nel brodo un po’ troppo compatto, condito e odoroso - saggiando sfinita l'effetto, protendi la lingua bruciata
e subito urlacchi all’oltraggio cercando di corsa lo straccio quadrato a sgombrare
la goccia rovente che intanto dilaga cattiva sul tenero petto bruciato
rimango in ascolto - quel grido peraltro m’ha scosso - osservo che č ora di pranzo
e tu indossi un vestito scollato: ti afferro, ti tocco sul collo e tremando ne scosto
quell'umida bolla che sembra vapore e invece č solo sudore che odora di sugo e
di carne… senza piů fiato spengo d'urgenza la fiamma nell'unico modo che posso…
eetciuuů eetciuuů! (lettore, a seguire č l’amplesso)
…
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