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sei sensi
di edi
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senso della realtà, 1
la rivelazione giunge senza preavviso, impacchettata in una nuvola qualsiasi - pecorella siderale che si stacca dal gregge silenzioso e le confessa in un orecchio:
“rassegnati a vivere le cose
immaginate”. Le giunge mentre sta appollaiata sui gradini della carrozza numero otto – seconda classe – di un qualsiasi Eurostar. Le perviene mentre il gingillo di plastica attaccato al telefonino comincia a lampeggiare disperato. Arriva quando sente il dolore degli altri fare a pugni con la propria ansia di gioia, avere la meglio e chiuderle gli occhi per un secondo; in quel secondo, che in realtà è un’ora o un mese, lei non sa cosa dire. Non saper che dire è gravissimo per chi non possiede il senso della realtà e, di conseguenza, campa nel mondo in cui le parole sono il pasto sostitutivo della vita.
senso della felicità, 1
come non comprendere, ora che la percezione è amplificata e gli occhi si spalancano oltre i loro limiti umani, quale sia la felicità? La felicità è in questa sedia di plastica affogata nella brezza del terrazzo sul mare, la felicità arriva dalla nuvola di tulle; è qui che scivola tra le dita e dura il tempo di una sigaretta; è dentro le sensazioni della pelle, impermeabile al freddo e al disprezzo altrui; è nella voglia incontenibile di sentirsi un altro corpo addosso e nel sapere, però, che toccarsi sarebbe l’inizio della fine. La felicità è nel pezzetto di mondo che si distacca dal quotidiano, dal prevedibile, da ciò che altri si aspetta – la felicità è stare sull’abisso e guardare sotto, coscienti del fatto che si può cadere.
Basterebbe sorridergli, tendere una mano e lasciarsi portar via.
senso della morte, 1
a ogni decollo inizio a fare pensieri sciocchi e superstiziosi – un giorno mi hanno letto la mano, mi hanno detto che avrò due figli e dunque, non avendo ancora figli, logicamente non è ancora l’ora di morire e questo aereo non cadrà. Penso alla morte quando sento che il mio corpo dà segni di squilibrio, che la pelle del viso ha sempre più bisogno del trucco. In tutti questi casi la morte è un’eventualità piuttosto lontana, un pensiero superficiale come superficiali, del resto, sono le riflessioni volatili. Eppure oggi è pieno di morte, in un modo così saturo e scandaloso che non credi ai tuoi occhi, quando t’affacci al finestrino e scopri che ogni cosa intorno trabocca di primavera.
senso della realtà, 2
il dolore sordo, il nerofumo dell’esistenza è arrivato tardi, giusto cinque minuti dopo che il sipario s’è abbassato e gli attori - parenti, serpenti, amici e conoscenti – sono usciti di scena riportandosi indietro ogni pietà.
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Adesso che si è nuovamente soli bisogna imparare ad ammazzare il tempo o, più semplicemente, a riempirlo; a riempire gli stessi giorni che prima scoppiavano di occhi liquidi color caffè, della piega gentile dei capelli sulle tempie. Tra qualche anno sarò una Nuova Persona, ma anche allora rimpiangerò di non averti dato più baci, di non avere accolto con gioia anche le bugie, di non aver fatto mai l’amore con te.
senso della felicità, 2
s’appoggia al muretto di fronte, finge di parlottare con gli amici ma sbircia – e sbircia con più attenzione ogni volta che solleva il capo in una risata sincera – e pensa che lei è bella, bella di una luce speciale che nasce dagli occhi e dalla testa, bella perché riempie di sé il terrazzo e la spiaggia del mare.
Non desiderare la donna d’altri, mormora a bassa voce; ma il comandamento vige esclusivamente alla luce del sole mentre adesso è notte, è buio già da un paio d’ore e nessuno più distingue l’esatto confine che separa il bene del male. Lui sa che, se deciderà di andarle incontro e prenderle la mano, la ragazza si lascerà guidare giù dentro il burrone; sorriderà di luce solo per lui, solo per una notte gravida di felicità.
senso della morte, 2
oggi è il giorno della mia morte. Affermazione curiosa - ancora più curiosa a udirsi da chi non è neppure nato. Siedi con le mani intrecciate in questo gabbiotto d’aereo, ti tormenti le dita e pensi alle paure di routine, alle piccole ansie, alle quotidiane preoccupazioni; hai appena affrontato un concorso difficile e lo vincerai; non ti sei ancora accorta di me, perché sono ancora inosservabile. Quando sarò espulso da questo confortevole nido mi liquiderai come un’anomala e dolorosa mestruazione. Non sono poi così triste
(ma cosa significa essere tristi?) perché non mi hai desiderato e non m’avresti voluto comunque, se solo ti fossi accorta della mia esistenza. Provo solo invidia
(ma cosa significa essere
invidiosi?) per chi verrà a scaldarsi nel tuo utero tra un paio d’anni, quando ti si osserverà con occhi nuovi e premurosi, quando ti toccherai il ventre con amore e penserai
ecco, qui sta tutto il senso della vita.
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