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fratto misto
(numeri molesti)
di isntitapity |
Il commerciante di schroedinger
Non sempre o quasi mai la nostra identità personale coincide col tempo misurabile dagli strumenti che abbiamo. (E.Montale)
Ho quello che mi serve; ho le idee chiare. Ho la missione.
Bisogna disordinare i numeri di riferimento, scoprire gli spazi, scombinare i tempi, sperimentare nel macro ciò che è nel micro.
Le armi: pennarelli nero e rosso, punta grossa e punta media, una biro blu, una biro nera, righello tascabile, per esecuzioni raffinate un bianchetto liquido; rifiutare il ciclostilato pret a porter, perché è nel disagevole e nel rischio che meglio ci si confonde con l’ambiente. Questo è uno scontro fra Titani. E’ prudente la fluidità del gesto, quindi l’assicurazione che l’inchiostro faccia presa anche su carta plastificata. L’importante è creare artificialmente il caso e fidare nell’evoluzione.
Si nasce a caso ma non si vive a caso. L’entropia di questo sistema va sgretolata, riconfigurando il visibile per alterare l’invisibile. Agire adagio, calzando scarpe da corsa; coinvolgere la moltitudine, essendo soli; muoversi alla luce del sole, coperti da spigoli d’ombra.
Il dubbio, la speranza, il disappunto, lo stupore, il superfluo, non essenziale, non necessario, il tocco.
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Un’illusione ottica di livello superiore: quel che si vede è quello che accadrà.
Teppismo? Disinformazione? Può darsi. Ma solo per chi distrattamente registra un numero e ne interpreta il significato pratico. Io muovo, ritocco, altero un numero, aggiungo o cancello una cifra, la sposto, la mutilo e con un dettaglio, sofisticazione quasi marginale, mi impadronisco delle vite altrui, dei luoghi e dei tempi. Espongo il problema della misurazione quantistica delle esistenze e tutte le potenzialità insite in una funzione d’onda finalmente si realizzano in universi separati. La regola della sovrapposizione: essere contemporaneamente vivi e morti nella scatola. Sono la fusione di Eraclito e
Parmenide, il coito fra logica delle apparenze e del divenire e logica della permanenza e dell’essere. Loro sono in spiaggia ed io li indico al lavoro. Saranno al lavoro ed io li metto in spiaggia. Chi osserva si figura ciò che non è, epperò, per lui, è.
Io rettifico le date di chiusura per ferie dei negozi. E il sortilegio che mostra la realtà è un paradosso: far coincidere l’inizio e la fine del periodo. |