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la bicicletta
di alessandra galetta (olanda) |
Piove dritto.
E lui pedala contro. Le pale del mulino vorticano infuriate e assecondano le raffiche, sono amiche del vento, loro.
E non si ferma sotto la pensilina come gli altri. Se ne infischia della grandine, lui: ce la fa, certo che ce la fa.
Era un’altra vita quando decise: emigro in Olanda. Tanto non verrà. Scosta il viso quando la bacio, lo respinge con: fammi vedere la tv, la tv diceva, manco un film.
E allora abbandona lei e la sua città, se ne va su, verso il Nord. Un lavoro per tre mesi, tra le teste che progettano il futuro d’Europa. Magari anche del mondo. Però la grandine mica l’avevano prevista, oggi.
E si espresse con quella voce soffusa, come fa a piegare la voce in quel modo? E gli chiese: mi porti con te?
Piove rigido. E rotondo. Tutti al riparo sotto le tettoie. Ma lui no. Lui è nato nel cuore d’ Europa e prosegue.
Che Amsterdam, sai, le strade di Amsterdam sono il luogo ideale per noi musicisti.
Come accidente fai a suonare il piano sulla via?
Gli rivolse uno sguardo cupo, che modificò subito. Poi disse: tu mi consideri solo una pianista, ma io sono tante cose e molto altro e suonerò il violino, ho studiato anche quello al Conservatorio sai, e li farò morire di tristezza o di emozione.
Non piove più duro adesso e accelera.
E li supera, li supera tutti, quegli uomini con i ciuffi flosci.
Due mesi ha resistito con l’archetto, due mesi sotto le gocce sottili che alla fine bagnano, poi ha riposto tutto nello zaino, scarpe spartiti e trucchi, e si è trasferita da Leo Van qualcosa, ma prima, prima l’ha fatto morire, e gli ha bruciato una decina di schede telefoniche e si è fatta rubare un paio di biciclette, ma perché non lo metti il lucchetto, eh?
E ha pensato: devo reagire, per la miseria, devo andarmene via da questa stanza con le pareti dipinte di rosso, scelta da lei ovvio, che a lui il colore rosso scatena l’ansia.
Ed è riapparsa con gli occhi mesti e una voce sottile.
Puoi farmi restare, stanotte?
Di venerdì, quando stava per andare a un concerto al Paradiso.
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Leo è fuori, con gli amici al pub, hanno affittato un pulmino che li riporta a casa. Gli occorrono due giorni per riprendersi dalla sbornia. E cosa ci faccio con uno così?
Io me ne vado, Stella, eh sì, ho trovato un altro lavoro. Su una piattaforma in mezzo all’oceano, stella mia.
Non cercano mica una violinista, una pianista o una cantante, per caso?
Voce morbida, promettente.
In mezzo al mare? Eh no, mi spiace.
E perché non cerchi altrove, allora? Dove anche io possa vendermi? E parole e paroline, e allora dopo, anche se stava per farlo prima, ma non fare lo scemo gli ha detto suo fratello: se si fa ancora viva, fai prima quello che ti va e poi la mandi a quel paese, capito?
L’ha seguito a metà il consiglio e solo dopo hanno acceso il pc, alla ricerca di luoghi esotici con offerte di lavoro per entrambi.
Si sono addormentati che già sognavano nella stanza con le pareti rosse che se ci sta da solo gli regala incubi.
Quando è squillato il cellulare, con Leo ha parlato in olandese, eh che integrazione in tre mesi, che lui non ha memorizzato nemmeno una parola, invece.
Ha promesso - ha spiegato dopo la telefonata - non beve più! Torno da lui. E buona fortuna in mezzo all’oceano. Sento che hai preso la decisione giusta. E pensavo: non è che potresti darmi la tua bicicletta? Tanto non ti occorre più.
E l’ha lasciata su in cima a quelle scale da scalata senza risposta e via sulla bicicletta, fuori dalla città, a contare i mulini che lo separano dalla campagna.
Eccolo il canale, non è la prima volta che ci arriva fino a lì, è uno dei canali più profondi d’Olanda, chi gli ha dato questa informazione non lo ricorda, be’, è stata lei, quando vivevano ancora insieme e andavano a guardare i tulipani.
Accelera, va quasi all’andatura di un motorino adesso, di un ciclista da giro d’Italia, punta dritto verso l’acqua.
Un salto all’ultimo istante e la bici affonda nell’acqua marrone, distrugge un paio di ninfee, suscita clamore tra due anatre che galleggiavano in relax.
E chi lo credeva che si sarebbe buttato nell’acqua?
Nessuno, lui tanto meno. Non ha nemmeno il brevetto C. Quello che se cadi in un canale abbigliato come fossi al Polo, te la cavi.
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