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party norvegesi
di mumita (norvegia) |
È una cosa pazzesca quanto alcol riescano a tracannare i norvegesi: mai visto bere così tanto in vita mia!
Ogni fine settimana si ripete lo stesso rituale. A partire dal venerdì pomeriggio, i supermercati sono affollati da ragazzi che acquistano birra e succhi di frutta che serviranno per realizzare i più svariati cocktail, in vista delle feste casalinghe della sera.
In questo paese, inoltre, vige il monopolio sugli alcolici, come in Italia c’è sulle sigarette, quindi per acquistare super alcolici o semplicemente vino, i norvegesi devono recarsi in negozi specifici che hanno orari piuttosto rigidi e prezzi allucinanti. Una bottiglia di vino italiano, non di alta qualità, si aggira intorno a 16/20 euro!! Ma veniamo alla descrizione del tipico weekend nordico.
Le feste cominciano già verso le 18, perché qui in Norvegia si cena presto. Solitamente,durante il pasto serale, si bevono latte o succhi di frutta, ma non di venerdì e sabato, quando è “d’obbligo”ingerire solo alcolici. Ogni invitato porta da casa quello che berrà, perché l’alcol qui non si divide per nessuna ragione al mondo, salvo qualche rara e sporadica eccezione. In pratica ognuno beve quello che porta.
La cena norvegese termina velocemente e così, all’interno delle varie abitazioni, si comincia a ballare e cantare accompagnati dal suono dello stereo, sparato a tutto volume. Intorno alle 23 avviene la prima uscita collettiva dagli appartamenti per raggiungere pub e locali notturni, dove la principale attività dei giovani resta quella di continuare a bere, spendendo cifre da capogiro, ordinando un po’ di tutto...
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Quando mi è capitato di uscire con ragazzi norvegesi è stato un vero delirio. I pub dopo una certa ora diventano impraticabili e se ne vedono di tutti i colori, anche se devo ammettere che mi sono sempre divertita. Probabilmente perché pochi dei miei weekend sono dedicati a questo tipo di uscite, non reggerei assolutamente i loro folli ritmi tutte le settimane.
Dopo il pub ci sono altre feste, sempre casalinghe, dove continua il gran casino e ovviamente si continua a bere. Musica da discoteca a tutto volume, fino alle 6 del mattino. Se i vostri vicini festeggiano e voi siete in casa e volete dormire, non c’è via di uscita, sopporterete. In un paese dove alcune regole sono ferree e ben rispettate, esistono delle tradizioni, come i parties casalinghi, che godono di totale comprensione. In Italia credo che sarebbe impossibile, perché i “soliti vicini rompiscatole” chiamerebbero la polizia! Al di là di tutto non riesco a capire “l’obbligo”di dover bere per forza, per riuscire a divertirsi e socializzare con i propri amici. Insomma il dovere bere per essere dei loro, altrimenti sei escluso, mi inquieta e soprattutto non mi appartiene. L’alcol non si accompagna mai al cibo: diventa un bere fine a se stesso, fono a diventare qualcosa di sacrilego: un buon Chianti, che qui vale oro, alternato a sorsi di Red Bull!!
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