le rubriche

vivere senza ipod

di personalità confusa

amado mio

Prologo. Lasciateci sognare. Lasciateci sognare un'orchestrina all'aperto nei giardini dell'ultima Avana profumo colonial, quella di Guillermo Cabrera Infante o vedi un po' tu.
Lasciateci sognare il ritrovamento archeologico di un juke-box degli anni trenta, impolverato ma intatto per miracolo, perché i dischi suonano ancora limpidi come all'epoca che fu, basta metterci la monetina e parte il bolero.

Anche a nominarli, gli elementi dell'orchestrina sembrano personaggi di un film nero e bianco. Una grandissima diva di nome China, capace di scendere le scale e cantare in spagnolo, italiano, francese e inglese senza sbagliare la pronuncia - e anche questa è magia. Al pianoforte a coda siede Thomas, solista d'altri tempi. Dirige con lo sguardo la band, e son fior di musicisti, dodici elementi con fiati, violini, maracas e tutto il resto. Salgono sul palcoscenico e vien voglia di ballare il cha cha cha. Qualcuno li nota e gli chiede di firmare il contratto d'ingaggio.

E loro incidono il disco a modo loro, un disco terribilmente retrò, suonato senza elettricità, con classe immensa. Bellissimo. Comincia col buio, l'arpa - sì, l'arpa - poi un cono di luce e China si avvicina sensuale al microfono, lo impugna e intona languida Amado Mio, inseguita subito dal piano e dagli altri strumenti. 
E poi via, via senza pause per oltre un'ora. Qué Sera Sera, La Soledad, Donde Estas Yolanda. Uno spettacolo fin troppo facile da immaginare.

Non ci vuol molto per capirlo: la classe è troppa e l'album vende poco e niente. Si perde negli scaffali dedicati al genere lounge (orrore), e invece è soltanto retrò. Ma vallo a spiegare al negoziante.

Finché. Finché una vecchia canzone francese, uno dei tanti gioiellini del disco, non viene ascoltata forse per caso da qualcuno a caccia di perle radiofoniche, e diventa la colonna sonora per la réclame di un'automobile. Non diremo quale canzone, non ci interessa. Però, così, per merito della poco consapevole fabbrica di veicoli, l'orchestrina d'altri tempi all'improvviso scala le classifiche e vende centinaia di migliaia di copie, più meritate che mai.

Epilogo. L'orchestrina si chiama Pink Martini, l'album Sympathique. Non si direbbe ma è uscito poco fa, nel 1997. Si trova facilmente. Ha una copertina semplice talora sfregiata dall'adesivo "contiene la musica dello spot Citroen". Con un po' di attenzione si riesce a staccarlo.

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