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confondersi con gli autoctoni
ovvero
come fingersi dublinesi in quattro rapide mosse.
di fio (irlanda) |
1. ABBIGLIAMENTO
Ogni donna che aspiri alla dublinesità può scegliere tra due opzioni:
a) look "ho appena finito di fare le pulizie".
Una ragionevole quantità di dublinesi porta i capelli raccolti in una coda di cavallo, indossa tute di poliestere e scarpe da ginnastica bianche e massicce e cammina per strada con un’attitudine mista tra il trasandato, il provocante e il mascolino.
b) look "ho pescato vestiti a caso nell’armadio".
Un’altrettanto ragionevole quantità di donne indossa quotidianamente accostamenti assai improbabili di abiti. Alcuni esempi: minigonne di lino su stivali foderati di pelo, canotte delle dimensioni di un fazzoletto nei giorni di bufera, e così via. Il segreto per il successo di questo look risiede nella regola base: “meno indossi e peggio lo accosti, meglio è”.
Il modo in cui si veste un uomo non ha importanza. Tanto nessuno gli presterà la minima attenzione.
2. ARTE & CULTURA
Il dublinese disprezza i seguenti luoghi e monumenti: temple bar, i pub di temple bar, le strade di temple bar, le persone di temple bar, il trinity college quando lui e/o i suoi figli non hanno studiato al trinity college.
Il dublinese apprezza i seguenti luoghi e monumenti: la statua di molly malone, i pub fuori temple bar, christchurch, st. patrick’s cathedral.
Il dublinese è indifferente ai seguenti luoghi e monumenti: gli studi vecchi degli u2, gli studi nuovi degli u2, gli studi degli u2 che verranno costruiti nel 2008, il ristorante degli u2, tutti quei pub “dove una volta c’era seduto uno che sembrava il cantante degli u2”.
3. CIBO & BEVANDE
L’identità pressoché totale Dublino – Guinness è un dato di fatto, ma l’errore è dietro l’angolo. Per essere veramente convincenti, ordinare una pinta non è affatto sufficiente: il livello minimo socialmente accettabile varia tra le cinque e le quindici pps (pinte per serata). Va tenuto costantemente presente anche il fatto che il dublinese ha in sé innati il concetto di “giro di pinte”, che consiste nel pagare un numero di pinte compreso tra tre e infinito ai compagni di pub aspettando che al giro successivo qualcuno ricambi il favore, e quello di “sbronzati tanto da non ricordarti più dove abiti e da finire addormentato per strada
Anche per quanto riguarda il cibo c’è una sola regola base da tenere presente: “peggio mangi, meglio è”.
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4. ATTEGGIAMENTO & LINGUAGGIO
Per confondersi definitivamente con la popolazione locale bisogna tenere a mente due particolari necessari: assenza di ombrello e presenza di imprecazione.
Abituati da secoli a piogge impreviste e momentanee, i dublinesi hanno ormai nel loro dna la tendenza a rifiutare gli ombrelli, le giacche con i cappucci e qualsiasi accessorio atto a riparare dalla pioggia – tranne in caso di pioggia a scroscio, nel qual caso si recano nei luoghi apprezzati del punto 2 e si dedicano alle attività alcoliche del punto 3 aspettando che spiova. L’abitudine all’imprecazione, collateralmente, prevede l’utilizzo delle parole “fuck” e “fuckin’” coniugate in tutte le loro varianti in qualsiasi contesto, specialmente quando inutile. Altra regola base, infatti, è: “meno serve, più va usato”.
Esempio pratico di dublinesità.
Uscite in un giorno di pioggia con un top scollato, una minigonna e i doposci e prendete a pedate i fuckin’ turisti di temple bar. Laddove questo non bastasse, strappategli di mano i loro fuckin’ombrelli e sbatteteglieli sulla testa. Con violenza. Dopodiché, grondanti di pioggia ma rifiutando categoricamente i ripari offerti dagli edifici, recatevi in St. Patrick’s cathedral o in una chiesa qualsiasi e pentitevi del vostro comportamento. Una volta ripulita la vostra coscienza, raggiungete un locale periferico e poco affollato, sbronzatevi in compagnia dei fuckin’ ottuagenari avventori locali, meglio ancora se bestemmiando insieme a loro contro quei fuckin’ responsabili del trinity college e la loro mafia cittadina. Quando dopo almeno ventidue pinte è ora di tornare a casa, rendetevi conto che siete troppo ubriachi per ricordarvi la strada e accucciatevi in un posto qualunque.
Prima di addormentarvi, ricordatevi di sperare che nessun vero dublinese vi veda e vi derubi di tutto quello che avete indosso. Mutande comprese.
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