contrAppunti

tormentone

di eva filigoi

Ho scritto t’amo sulla sabbia...

Non so per quale motivo mi risuoni nelle orecchie questa vecchia canzone, proprio in questi giorni di fine estate: un’estate che non mi ha portato né amore né sabbia. Che l’amore ce l’ho già, e la sabbia è fastidiosa quando si incunea nelle pieghe della pelle, tra le dita dei piedi, fra i capelli e non fa mare ma forfora.
Non lo so. Sarà forse che avercelo, l’amore, non serve a molto: è sognarlo e rincorrerlo che ti accende la giornata. Sarà che quando sei insoddisfatta e scalpitante le scomodità ti appaiono avventure. Sarà che mi sento addosso la voglia di sesso mascherato da grande storia d’amore: una di quelle cose che capitano nei film, che quando sei al cinema ti chiedi perché non succede a te una storia tormentata e struggente. Che poi quando ce l’hai fra le mani tiri testate al muro per quanto soffri e maledici il momento in cui ti ci sei buttata. E quando il peggio è passato e ce l’hai fatta ad arrivare a sconfiggere antagonisti e contrattempi, allora ti domandi perché nei film non mostrano mai il dopo happy end, magari tra i titoli di coda, e non ti dicono che tutto quello che patisci lottando vale solo quel momento in cui la colonna sonora esplode, soffocandoti di gioia.
Ecco, sarà che ho voglia di scopare, ma con le candele e lo sciabordio delle onde in sottofondo, una scena posticcia alla Beautiful che c’ha sempre il suo porco effetto su noi donne. Perché il sesso da coppia collaudata è tenero e rassicurante, e il sesso da botta e via è dirompente e adrenalinico. Ma il sesso da film è tutto questo, ma non proprio così: è quel miscuglio che inevitabilmente funziona solo una volta.
Per questo continuano a farli i filmoni e filmetti per il target donna qualsiasi-età-zitella oppure-no-fa-lo-stesso ha-sempre-bisogno-di sognare.
E noi continuiamo a guardarli e a commuoverci, nonostante storie e facce si assomiglino tutte, poco importa: basta uscire dalla sala con gli occhi lucidi e il trucco sfatto, che se incontri l’uomo della tua vita in quell’istante gli fai paura come fossi Morticia ma senza charme.
Vorrei farmi rimbambire dalle frottole che certi uomini sono maestri a raccontare, quelle cose che sciolgono qualsiasi donna, pur consapevole di esser parte di una sceneggiata; quelle parole che subdole si intrufolano tra i globuli rossi e fluidificano il sangue, che ti fanno mordere le labbra per la voglia di gridare “va bene ora basta: smettila di blaterare e sbattimi!” e intanto speri ardentemente che lui lo capisca da solo e ti faccia urlare ben altri comandi.
Sarà per tutto questo, o per altro che non ho voglia di indagare ora, che magari ci potrei star su a filosofeggiare se avessi appena avuto il mio bell’orgasmo, al posto di accendermi una sigaretta. Ma dato che rimango qui un po’ bagnata che non si sa mai, senza potermi né sfogare né rassegnare, la testa non ho voglia di usarla troppo. Ho scritto t’amo sulla sabbia... e quel giorno mi sono sbagliata; avrei dovuto almeno aggiungerci una postilla: scopami sempre come fossi un’altra.

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