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argini, margini ed emarginati
di antonio zoppetti
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Ai margini dell'editoria una piccola folla di individui intesseva folli progetti.
Dobbiamo spostare i margini e spingere il nostro disegno sino alle pi estreme conseguenze! propose il direttore editoriale della rivista.
In realtà non era una rivista. E lui non era un vero direttore editoriale. Così tutto tornava. Coerente e senza fare una grinza.
Fuori dalla finestra, con la sua pinza, un bruco rosicchiava i contorni d'una foglia frastagliata e, mangiandone il margine, ne alterava la forma naturale.
Nel giardino fuori dalla finestra una formica percorreva il delimitare di quella foglia seghettata e tagliente. Ogni volta che compiva un giro quel perimetro rosicchiato cambiava. E ai suoi occhi la strada appariva dritta e sempre diversa.
Dall'altra parte della linea d'ombra, intanto, nel palazzo dell'editoria, un agguerrito gruppetto di professionisti professava una contraria ideologia per proteggere la propria autonomia.
Dobbiamo arginare ed emarginare con tutte le nostre forze ogni tentativo dintrusione da parte di questi improvvisatori dilettanti! Alziamo gli argini! sentenziò il presidente dell'ordine degli ordinati.
Era stato nominato grazie a un suffragio universale e un ampio ventaglio di regolari raccomandazioni: dall'alto della sua autorevolezza il suo ragionamento non faceva una piega.
Fuori dalla finestra i marosi sbattevano con rabbia contro gli argini eretti a difesa delle terre strappate al mare. Nel panorama fuori dalla finestra un uomo emarginato camminava in bilico su quegli argini.
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La bufera ne gonfiava gli abiti e lo faceva barcollare. Tutti s'aspettavano che precipitasse da un momento all'altro. Come tutti quelli che percorrono il bilico delle cose e che, prima o poi, finiscono inevitabilmente spiaccicati da una parte o dall'altra del mondo.
La pioggia scrosciava e il tempo passava.
Il bruco ridisegnava il delimitare delle foglie come il destino.
I margini del mondo si spostavano, come è normale, nel loro eterno migrare.
Con lo scorrere del tempo nessuno s'era spostato dalle proprie salde posizioni. Eppure il progetto editoriale folle s'era ritrovato al centro dell'editoria. Era stato riconosciuto come valido e innovativo. Il gruppo di stimati professionisti, invece, si ritrovò a slittare ai margini d'una nuova epoca, per via di una riforma strutturale dell'ordinamento che metteva al bando l'autorevolezza stantìa.
Con lo scorrere del tempo ogni cosa, senza spostarsi di un millimetro, sera ritrovata da un'altra parte. Lontana e delimitata da nuovi argini.
Forse soltanto l'uomo che camminava ininterrottamente sulla borderline, come una formica che percorre il delimitare tagliato di una foglia tagliente, non si era mai spostato realmente. Grazie al suo inseguire incessante un margine che si sposta sempre. Capace di correre immobile e di rimanere in bilico e in equilibrio sul limite del ponderabile senza mai precipitare.
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