la monografia - n. 5   Margini

Il contro-editoriale

i furbetti del giornalino

di utenteanonimo

(di come la redazione di sacripante! venne intercettata in una accidiosa estate. Verbali sbobinati - con notazioni creative - da un appuntato della finanza, cresciuto a pane, Peanuts e film dei Vanzina)

È una notte buia e tempestosa. Passate da poco le undici, F. telefona a F. per rassicurarlo:
F.: "Ti ho svegliato?".
F.: "No, no, guarda sono qui alla scrivania, ancora a contattare i miei collaboratori".
F.: "Va beh, comunque ci ho appena messo... la "firma", eh...".
F.: "Ah, guarda... io sono, sono commosso, con la pelle d'oca, io ti ringrazio, io ti ringrazio... Guarda, ti darei un bacio in questo momento, sulla fronte ma non posso farlo... Credimi, so quanto sia stata sofferta... prenderei un aereo e verrei da te in questo momento se potessi".
F.: "... comunque va anche detto a G., ... di stare attento... al margine.... di solvibilità (incomprensibile) ".
F. (che in realtà non ha capito): «Esatto, giusto, ci siamo capiti, bravissimo... perché poi, ogni volta, era un (incomprensibile)... editoriale (ancora incomprensibile, ma secondo il maresciallo - che legge i giornali e coltiva la dietrologia - è un palese riferimento alla scalata ad un colosso dei media) messaggio per... Ecco, io non volevo che il nostro rapporto personale fosse tale da influenzarti in qualunque cosa... (disturbo, incomprensibile) editoriale era tuo, solo tuo... e di questo il Paese tutto oltre a me ti saranno per sempre grati, veramente".

Dopo pochi minuti F. comunica a G. le buone notizie e aggiunge l'avvertenza sul margine
F.: "E' fatta, ci ha messo la firma!"
G.: "Grande, anche stavolta lo abbiamo dalla nostra parte. Domani comincio con l'ammuina mediatica e la chiamata a raccolta degli amici. Mi raccomando, tu dacci la solita carta bianca, che poi a far fruttare gli spazi ci pensiamo noi. Questa volta facciamo il botto, tracimiamo".
F.: "Ah, senti, a proposito... Lui mi ha detto di curare il margine... (bofonchia, artatamente) di solubilità!. E' un genio, è chiarissimo, no?"
G. (che non si perde mai d'animo, ma in queste occasioni mostra un pericoloso pendant da gageur): "Roger! non sarà un margine ad arginarci. Li emargineremo!
L'immarginazione al potere! ..."
F., capita l'antifona, riattacca.
G. (continua nel deliquio): "... siamo immargescibili! Li ricacceremo oltre la Marginot... (va avanti...) ... margine di solubilità? (fa la voce di Brando ne Il Padrino, ma gli esce quella di Lino Banfi) E sia! Li sciogliamo nell'acido".

La mattina dopo G. avverte R. e concorda le prossime mosse.
G. (euforico, producendosi in un'insopportabile imitazione del romanesco, pare un ciociaro): "Aò, gn'avemo fatta".
R.: "A Brambì, parla come magni... comunque me stai a 'ddà 'na bella notizia".
G. (nella sua naturale verve da Guido Nicheli) : "E anche stavolta ne usciamo alla grande..."
R.: "... E che te lo dico affà, li ripulimo questi signorini der salottino... questi gagà dell'editoriale".
G. (con tono cattedratico): "Ah, già, c'è da stare coperti... sul margine... di volubilità".
R.: "... E che cazzo! Je volemo mica lascià er tempo de cambià idea... Li sdereniamo!"
(riattaccano) 
R. chiama al volo un suo collaboratore non identificato. Dal tenore della conversazione si conferma l'ipotesi che stiano parlando della scalata al colosso editoriale:
R.:"La cosa dd'a rivista... sì, famo ‘na rivista propria, famo tutte ste cazzate... che tanto non serve a un cazzo, tutta 'sta roba, a niente, a che serve?... le riviste proprie... quelle... stamo a fa' i furbetti del giornalino!... Comunque stamo coperti, qua nun potemo sgarà col margine... sì, er margine de (esita, palesemente non ricorda, poi se la cava - da buon cafone parvenu - con un neologismo) de obnubilità. Dillo alla moje de F."

Intanto F. chiama C., la moglie di F. con la quale è in confidenza.
F.: (mellifluo): "Carissima, grandi novità, grande trepidazione!"
C.: "... so tutto, ieri R. mi ha sobillato sul margine di nubilità, ma io lo ho rassicurato che questo matrimonio s'ha da fare. Ti dirò: la naivetè di quell'uomo mi spaventa, non ha mai letto il Manzoni. Divina Provvidenza!"
F.: "Poverino... lui... Ma anche tuo marito, ché qui tutti fanno le cose che devono fare... tranne (incomprensibile)... sai la faccenda del (incomprensibile)... editoriale... veramente non se ne può più, anche oggi... una giornata ancora bruttissima mia cara C... ma no, perché questo maledetto (scusa il termine) mi ha fatto ancora l'ennesimo ritardo, che abbiam forse rimosso e abbiamo spostato, però... Con lui che personalmente dice "ma lo sto ritoccando", dopo che tutti gli avevano lasciato carta bianca, finisce in prima pagina (...) È come impugnare la piuma d'oca e invece di vergare queste quattro fottutissime (scusa il termine) righe per (incomprensibile) editoriale passare a stuzzicarti, solleticarti ... allora io mi sono arrabbiato e ho detto: benissimo, allora mettiamolo al margine, ... perché sono veramente stufo stufo stufo, guarda veramente stufo... però improvvisamente lui... davanti a questa minaccia... allora all'ultimo momento mi tira fuori... ma allora forse la causa l'ha rimossa, forse va bene... insomma vigliaccate, C., vigliaccate".
C.: ".. ooh, ma allora, se dici così, tu non mi vuoi più bene... Devi stare tranquillo. tran-quil-lo! Sei in una botte di ferro"
F: "Ma guarda... ho presentimenti... negativi... andremo in bianco".
C.:"No, non ti voglio sentire così... Non stare arrabbiato... F. ha la soluzione. L'importante, mi ha ribadito G., è non sfiorare il margine di inutilità!"

Dopo giorni convulsi di ritardi F. (ormai consapevole delle intercettazioni) riparla con F.
F.: "Guarda questa cosa del margine di udibilità ci stava inguaiando, carissimo... il mondo è pieno di persone cattive, ma noi sapremo essere più scaltri di loro..."
F.: "Ecco bravo, però non parliamoci più al telefono".
F.: "Allora passo... da te... da dietro... al solito... con la rivista sotto braccio per dare un segnale al concierge".
F.: "No, guarda, troppo pericoloso... la storia delle riviste, delle entrature... è sempre in prima pagina, maledett... (incomprensibile) editoriale".
F.: "Allora guarda, quando quel giorno mi hai raccomandato la faccenda... sì... del margine di inutilità... ho trovato una rivistina... fatta bene , per carità, ma marginale come volevi tu... alla fine questo ha uno spazio bianco in prima pagina, perché il tizio che scriveva il primo pezzo, l'editoriale, si è arruolato in guardia di finanza... magari è il fesso che ci intercettava... e allora possiamo usare quello spazio bianco per..."
F.: "Bene, bravo, però ecco questa cosa, la si dovrebbe post datare..."
F.: "C'è margine, c'è margine". 

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