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viola 1.0
di hotel messico
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14 Giugno 2034
Anche oggi pioggia di polvere viola su tutta la periferia. Fino a Portici è caduta. Se per strada ci fossero ancora i gatti pure loro sarebbero viola. Nel cielo si susseguono esplosioni colorate, una luce malata che brucia gli occhi ha avvolto l'angolo di cielo che si vede dalla mia stanza per tutta la giornata. Mi brucia la gola e ho sempre sonno.
16 Giugno 2034
Ieri hanno sparato su un gommone. Navigava in cerchio, attorno alla piattaforma militare ancorata nel golfo da quattro mesi. I militari hanno aperto il fuoco e sotto le telecamere li hanno fatti fuori. Stamattina le immagini erano su tutti i telegiornali. Quelli del governo hanno detto che il gommone aveva attraversato una zona militare e che c'erano delle boe galleggianti a delimitarla. Sapevano a che cosa sarebbero andati incontro, avvicinandosi. Dopo la contaminazione la gente è scappata come ha potuto. Tutti si sono diretti verso il nord del Paese passando giorni interi sulle autostrade a causa dei numerosi incidenti che le hanno paralizzate. Per arrivare a Roma ci volevano tre giorni. Al raccordo anulare chiusero tutte le entrate verso la città, dissero che eravamo troppi, che presto non ci sarebbe più stata acqua per tutti. Tutti quelli che scappavano avevano il contorno degli occhi viola. Il mio vicino di casa in una settimana ha perso tutti i denti; i cani per strada hanno perso i peli. Li vedi sbandare, incerti, in piccoli gruppi, con la lingua viola, con la pelle macchiata di viola, con i cuscinetti delle zampe viola. Bevono l'acqua dalle pozzanghere e dalle perdite delle condutture. È tutto avvelenato. Noi non andiamo da nessuna parte. Siamo io e zio Renato. Zio Renato è inchiodato su una sedia a rotelle da vent'anni ed è troppo vecchio per qualsiasi cosa. Nel nostro condominio sono scappati tutti, chi da parenti al nord, chi invece sta solo vivendo in macchina nel parcheggio di un autogrill attorno Bologna oppure a Vicenza. In molti passano la frontiera. Anche in Svizzera non ci fanno più fermare, andiamo bene solo se siamo di passaggio. Anche loro dicono che siamo in troppi.
19 Giugno 2034
Il nostro condominio è stato costruito negli anni sessanta ed è di cemento armato. Zio Renato dice che resisterà. Dice invece che dobbiamo vestirci pesante anche se fa caldo, bisogna restare coperti e stare meno possibile a contatto con l'aria. Dobbiamo respirare poco, giusto il necessario e mangiare roba in scatola prodotta in Cina, Taiwan, Australia e Africa, lontano dal nostro veleno. Anche se non ci illudiamo di andare avanti per molto. Mi metto il cappotto. Sotto ho due maglie spesse, gli stivali alti e un berretto di lana calato fino al mento al quale ho fatto due buchi piccoli per gli occhi. Mi aggiro tra gli appartamenti disabitati del palazzo. Alcuni hanno la porta aperta, dato che i proprietari non si sono presi la briga di chiuderla, in altri invece sono costretto ad entrarci dalle finestre sfondando i vetri. Nelle mani ho dei sacchetti di plastica nei quali metto quello che trovo. Sono alla ricerca di cibo, per lo più, ma prendo anche altre cose, come film e dischi. I film sono la cosa che preferisco in questo periodo. Tutte le televisioni sono impegnate a dare notizie sui test e sui valori di contaminazione dell'aria e dell'acqua. Anche il sottosuolo comincia a marcire. Quelli del governo continuano a dire che i valori sono nella norma e che presto ritornerà tutto normale. Per strada, lungo le pareti ci sono corpi di topi morti con le zampe all'aria. I cani perdono i peli ma questo l'ho già detto.
24 Giugno 2034, giorno di San Giovanni Battista
In questo periodo ho scoperto cose sulla vita dei miei vicini che non avrei mai immaginato. Ho scoperto per esempio che la signora con i capelli corti del terzo piano aveva il cancro. Sul calendario in cucina ci stavano scritti i giorni in cui doveva fare la chemioterapia. È un calendario con un largo spazio vicino alla data in maniera tale da poterci scrivere comodamente degli appunti. La signora annotava, dopo ogni seduta di chemioterapia, la reazione del suo corpo.
Martedì 7 Maggio, dopo la prima seduta ho vomitato nel corridoio dell'ospedale. Mi hanno detto che è normale. Giovedì 9 Maggio, ho l'impressione di perdere momentaneamente l'udito dall'orecchio sinistro, ma non ho nessuna maniera per accertarmene, devo ricordarmi di raccontarlo al dottore. Venerdì 10 Maggio, seconda seduta. Mentre avevo il lavaggio nel braccio ho vomitato. Mi hanno detto che è una reazione normale. Domenica 12 Maggio, mentre mi facevo la doccia mi sono caduti i capelli. Ho messo il cappello per la vergogna. Lunedì 13 Maggio, sul cuscino questa mattina ho lasciato le sopracciglia. Martedì 14 Maggio, terza seduta. I medici hanno detto che non devo perdere il buonumore, dicono che è fondamentale per l'esito della terapia. Al ritorno dall'ospedale sono andata in bagno e nelle mutande c'erano i peli della mia vagina. Non bisogna perdere il buonumore. Ho staccato il calendario dal frigorifero e l'ho portato nella mia stanza. Mi sono detto che se dovessi resistere alle radiazioni, avrei tenuto questo ricordo di quando l'umanità stava bene.
27 Giugno 2034
Zio Renato resta tutto il giorno in casa. Sta sulla sedia a rotelle e non si preoccupa neanche più di mettere l'olio nelle ruote che cigolano.
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Quando vuole venire nella mia camera lo sento avvicinarsi due minuti prima. Puzza come una fogna. Sono mesi che non ci laviamo più perché l'acqua è contaminata, ma lui puzza in maniera incredibile. Cerco sempre di stargli il più lontano possibile per via del suo fiato.
"Sei andato da quelli del sesto piano? Quelli lavoravano marito e moglie al tribunale, sai quanta roba ci trovi in casa di quelli".
"Ricordati di passare da quelli del secondo piano, il marito era un dentista".
Zio Renato pianifica le mie uscite. Ha una mappa mentale ricavata dal tipo di lavoro dei condomini, e in base a quella mi dice di andare in un posto piuttosto che in un altro.
28 Giugno 2034
Oggi senza dire niente a zio Renato sono andato in strada. È incredibile che non ci sia più nessuno, che le macchine siano tutte sparite, le persone inghiottite dal vuoto. I riflessi viola del cielo si proiettano nello specchio d'acqua piovana stagnante sull'asfalto. È tutto viola. Sono passato nella strada dove ci sta la scuola media. L'edificio è ancora intero, fatta eccezione per le finestre fracassate e le porte divelte, scardinate a calci da chi cercava di entrarci o uscirci troppo in fretta. Sono entrato e ho attraversato il corridoio fino alla palestra. Molte persone dovevano essersi stabilite in quel posto. Ci stavano coperte per terra e fornelli a gas per cucinare. Tutto intorno, scatolette vuote di carne. Sono salito fino alla mia classe e sulla lavagna ci stavano scritti i compiti per casa che l'insegnante ci aveva lasciato durante l'ultimo giorno. Poi mi sono piegato e ho vomitato a causa di forti crampi alla pancia. Sono scappato a casa evitando le pozzanghere come dice sempre zio Renato.
01 Luglio 2034
Io e zio Renato non ci parliamo molto, lui se ne sta affacciato dietro ai vetri della finestra. Non ho capito che cosa aspetta.
03 Luglio 2034
Da dodici giorni ho una macchia scura sulla gamba destra. Ha la forma di una banana ma con la base più gonfia. Negli ultimi tre giorni sembra che sia cresciuta. Con la penna ne ho disegnato il contorno, così vedo se domani è aumentata. Anche zio Renato ne ha una simile. Arriva sul palmo della mano destra e sbuca da sotto la maglietta. Non si vede da dove cominci. Forse anche lui ci ha fatto il calco con la penna.
11 Luglio 2034
Quattro giorni fa è morto zio Renato. L'ho trovato sulla sedia vicino alla finestra come sempre. Poi è caduto per terra e non faceva niente per rialzarsi. Gli sono corso incontro e l'ho toccato. Era freddo e duro, le braccia viola. Doveva essere morto la notte prima, ci vogliono almeno due giorni prima di diventare così viola. Ho spinto la sedia a rotelle nell'ascensore con zio Renato morto sopra. Lui diceva sempre di non prendere l'ascensore. L'ho seppellito nel cortile del condominio e ho detto delle preghiere. Sui citofoni ci ho scritto la data di morte e il nome.
24 Luglio 2034
Non riesco più a muovere la gamba destra da una settimana. La macchia si è estesa a tutta la pelle disponibile. Adesso ha una forma strana che non riesco a definire. Ho recuperato la sedia a rotelle di zio Renato e mi ci sono seduto sopra. Adesso giro sulla sedia e ho occupato una casa a piano terra del condominio.
03 Agosto 2034
Non mangio da tre giorni. Ieri è successa una cosa incredibile. Stavo dormendo sulla sedia quando ho sentito un rumore e nella stanza sono entrati due cani. Uno ha cominciato ad abbaiare forte, l'altro l'ha seguito e poi quello che ha abbaiato per primo mi ha assalito. Mi ha morso le gambe ma io non ho sentito niente. Poi se ne sono andati.
04 Agosto 2034
Ascolto la televisione, dicono che il livello della radioattività stia ritornando normale. Lo dicono da mesi, ma intanto fuori è sempre tutto viola. Ho ripreso a mangiare e la notte chiudo la porta per paura dei cani.
09 Agosto 2034
Oggi è l'ultimo giorno che scrivo su questo diario. Domani scappo io pure. Ho preso molte coperte per coprirmi interamente. Ho rinforzato la struttura della sedia a rotelle, e ho perfino una ruota di scorta. L'ho presa da una bicicletta che stava ferma nella portineria. Mi dirigerò verso la stazione di piazza Garibaldi. Non lo so quanto tempo ci impiegherò, forse una settimana. Ho tracciato una mappa sulla carta segnando diversi punti nei quali mi fermerò. Sono debole e non conto di percorrere molta strada al giorno sulla sedia. Ho preso la mazza di una scopa e alla punta, con lo scotch, ho legato un grosso coltello da cucina. Ho paura di essere assalito dai cani, in qualche maniera dovrò proteggermi. Sono andato nel cortile, dove è sepolto zio Renato e l'ho salutato. Partirò quando mi sveglio, tanto non c'è più differenza tra la notte e il giorno, fuori è sempre tutto viola.
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