Cose dall'altro mondo

primavera

di raquel rodrigues caldas (brasile)

Io so, un dolore così pungente
Non accade inutilmente, la speranza
Balla sulla corda con un ombrello
E in ogni passo su questa linea può farsi male
Non importa, la speranza equilibrista
Sa che lo spettacolo di tutti gli artisti deve continuare

(“O bêbado e a equilibrista”, Aldir Blanc e João Bosco)

Il 22 settembre segnerà l’inizio della primavera nel mio emisfero.
Per un brasiliano le stagioni non sono tanto importanti come per un europeo. Forse perché le differenze tra esse sono meno percepibili. L’importante è che ci sia la pioggia quando e quanta ce ne vuole. Che non sia troppa perché le nostre città del sud si allagano sempre. Che scenda più spesso, affinché le nostre città del nord non si inaridiscano ancora di più.
I giorni del nostro inverno che sta per finire sono stati di temperatura mite nella maggior parte del Paese, ma ha gelato il cuore a tanti.
Perché per 25 anni si è vissuto un’estate in cui si è seminata la speranza di avere un partito diverso dagli altri. Fatto da semi di vario tipo. Molte mani hanno contribuito a questa coltivazione. Alcune avevano i calli di chi ha sempre lavorato con le mani. Altre avevano i calli di chi ha sempre lavorato con la penna.
Ma dopo la prima raccolta questo inverno ha gelato i cuori e le mani di tanti. Di quelli che credevano che un partito non avrebbe fatto ricorso ai mezzi che giustificano i fini.  
Di quelli che credevano in uomo.
Di quelli che non credevano né nel partito né nell’uomo, ma pensavano solo alla stabilità economica, così fragile nel nostro continente.
Durante quest’inverno di cuori gelati vedevo sguardi persi nel nulla. Non si parlava, solo si balbettava. Dallo choc, dalla paura, dalla rabbia.
Durante quest’inverno di cuori gelati vedevo sguardi puntati verso la vendetta. Non si parlava, si facevano discorsi e mani si sfregavano.
Ex scettici che riprendevano il vizio. Speranzosi che si trovavano senza la materia prima. Una voglia di ibernare, di svegliarsi fra un secolo, di affondare la testa nella sabbia.
E oggi mentre scrivo questo testo il partito dei lavoratori, il PT decide chi lo guiderà per le prossime stagioni. E penso che purtroppo le erbe dannose siano in troppe e i parassiti troppo resistenti. E che nella terra dove si seminava speranza è ancora inverno, anche se il calendario dica che è quasi primavera 

  indietro   |   indice   |   avanti