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Aspettando il ciclone
di cubanite (cuba)
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Quest’estate i cicloni o uragani, a seconda di come preferiate chiamarli, sono entrati prepotentemente nelle cronache mondiali occupando intere prime pagine di quotidiani ed interminabili servizi televisivi con Katrine, la cui inaspettata onda distruttiva ha letteralmente messo in ginocchio gli Stati Uniti. Ma prima di Katrine, che anche a Cuba ha causato danni ed allagamenti, altri cicloni hanno spazzato i Caraibi e quegli stati americani che si affacciano sul Golfo del Messico. Prima Cuba era stata duramente provata dal passaggio di Charley, uragano di categoria quattro che ha causato centinaia di milioni di dollari di danni e 16 morti.
La stagione dei cicloni incomincia ufficialmente il 1° giugno e termina alla fine il mese di novembre. Molti cubani all’inizio della stagione ciclonica rinforzano la propria casa, applicando nastro adesivo ai vetri delle finestre o addirittura chiudendone alcune con assi di legno.
I cubani sono abituati ai cicloni, li temono e ne hanno un grande rispetto. In questo paese la protezione civile (Defensa Civil) è efficiente, può contare su enormi numeri di volontari e l’informazione alla popolazione è capillare quanto rapidissima. I CDR (Comitati di difesa della Rivoluzione) sono in ogni quartiere e paese. Da loro le notizie di evacuazione vanno a ogni singolo cittadino. I piani di evacuazione sono massicci quanto efficaci. Piuttosto di rischiare una sola vita si evacuano anche centinaia di migliaia di cubani.
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La maggior parte dei veicoli sono di proprietà statale, quindi vengono automaticamente utilizzati per il trasporto delle persone. Ovviamente, visto che il turismo è una delle maggiori risorse economiche del Paese, un occhio di riguardo viene riservato agli stranieri: se la traiettoria del ciclone mette a rischio un comprensorio turistico, per esempio Cayo Largo, gli ospiti vengono portati in strutture alberghiere di pari categoria in luoghi più sicuri. Il culmine della stagione ciclonica è in settembre ed ottobre, infatti si guarda con preoccupazione i siti meteorologici cercando di capire quale delle depressioni tropicali si trasformerà prima in tempesta tropicale e poi in ciclone. Fino ad ora nell’Oceano Atlantico se ne sono formati nove. L’ultimo, Rita, che è appena passato per Cuba, ha scatenato prima del suo arrivo un timore molto più grande rispetto al passato. I cubani, come gli altri cittadini del Mondo, hanno ancora negli occhi le drammatiche immagini di New Orleans. Le autorità cubane hanno intensificato gli appelli a seguire i notiziari per conoscere la forza e la direzione dell’uragano, sono state chiuse scuole e università per due giorni, ridotte le attività pubbliche e la gente si è letteralmente precipitata a comprare cibo e candele. Il ciclone interrompe l’erogazione di luce ed acqua e ci si deve attrezzare per ridurre al minimo i disagi.
Quanti uragani vedrò ancora quest'anno?
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