Cose dall'altro mondo

Radio francia

di boinz (francia)

Lo ammetto: ascolto la radio francese. E la ascolto consapevolmente, come scelta meditata e non per mancanza di alternative. E’ la ricerca del nuovo, è come nuotare in acque sconosciute, o guardare il cielo di un altro emisfero: lo sfondo è lo stesso ma i punti di riferimento non ci sono più.

Lo dico subito: in linea di massima preferisco le radio italiane, anche se molte stazioni, lingua a parte, sono pressocché indistinguibili dalle nostre. Per esempio “Classique” è identica a Rai Tre: un pezzo di musica classica seguita da una voce anonima che dice autore e titolo e poi da un altro pezzo di musica classica. Per non parlare di “NRJ”, esattamente uguale a qualsiasi altro network mondiale o “Nôtre Dame”, versione al Camembert di Radio Maria. C’è Nostalgie, la stazione radio “vintage”, c’è quella riservata alla musica nazionale e quella specializzata in cartomanti e affini.

Però ci sono anche parecchie stazioni che da noi non esistono: a parte quelle etniche in lingua araba, orientale, portoghese, ci sono quelle a tema dedicate alla musica sudamericana o al jazz (ottima) ma anche all’informazione (alla francese, per cui la fiera del formaggio di Aigremont ha la precedenza sull’uragano Katrina), alla storia, alla cultura o a versioni radiofoniche del Maurizio Costanzo Show. Qualunque cosa, insomma, basta che se ne parli.

Dovete infatti sapere che i francesi adorano discutere: son sempre lì che se la raccontano e se la menano come nessun altro popolo al mondo e la radio non fa certo eccezione! Mi ricordo l’estate che Clinton andò al Senato degli Stati Uniti a raccontare la barzelletta del presidente americano che passa il microfono alla stagista: mentre andavo in spiaggia capitai su una stazione che aveva organizzato una tavola rotonda con i soliti quattro o cinque esperti in materia, due scandalizzati e due invidiosi più il moderatore. Beh, feci il bagno, mangiai un panino, detti una sbirciata al libro e a un po’ di culi, feci la doccia, schiacciai un pisolo e quando tornai in macchina quelli erano ancora lì che se la raccontavano. Voglio dire, neanche Clinton quando lo ha raccontato al bar ci ha ricamato tanto! Purtroppo però è inevitabile, è proprio insito nella loro natura e così un buon terzo delle stazioni campano di chiacchiere. 
Un altro brutto difetto delle radio francesi è che, per una legge dello stato, un’ampia percentuale (credo il 50%) della musica trasmessa dev’essere di produzione nazionale. Prima conseguenza: non misurandosi alla pari con la concorrenza estera, la canzone d’oltralpe è diventata a dir poco inascoltabile. I cantanti di qui sono fermi a... boh? Nicola Di Bari. Scialpi, nei migliori dei casi, e le donne a Dalida. Risultato: Toto Cutugno quaggiù è un mito e nessuno capisce come mai quelli che a Modane sono degli autentici mostri sacri, a Bardonecchia non se li fila già più nessuno. A me invece stupisce il loro stupore: del resto se in Italia ci fosse una legge del genere sulle automobili, la Fiat produrrebbe ancora la 850. Vabbè. Purtroppo una delle conseguenze più evidenti è che di rock se ne sente pochino. Una delle poche che ne mette su (ed infatti è una delle mie preferite) è “Rire et Chansons” dove le canzoni vengono alternate a sketch comici e scherzi telefonici. I comici francesi sono più cattivi dei comici nostrani: sono decisamente meno “politically correct” e usano una quantità di parolacce che da noi solo recentemente abbiamo iniziato a sentire, però alla fine girano sempre nello stesso paiolo: le donne brutte, le code in posta, gli uomini che vanno in bianco, ecc. Certo gli manca la sponda che offrono i nostri uomini politici, comunque fanno ridere e questo è quello che conta. Gli scherzi telefonici al contrario sono spesso simpatici: memorabile quello di un tizio che chiamava la Federcalcio francese per chiedere spiegazioni a livello di regolamento, sul gol che gli era stato annullato la domenica precedente in una partita amatoriale per presunto fuorigioco del suo fratello siamese! O il camionista che voleva consegnare 24 tonnellate di carbonato di calcio all’ambasciata del Gabon. Oppure la signora non vedente che voleva prenotare un viaggio a Lourdes pagando la tariffa speciale per disabili all’andata e quella normale per il ritorno. L’impiegato era imbarazzatissimo: “Signora ma io non vedo proprio...”
“Beh, neanch’io: è per questo che vado a Lourdes!”
Stupenda! 

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