Cose dall'altro mondo

quando la fine incontra l'inizio

di raquel rodrigues caldas (brasile)

Il 22 dicembre segna per noi il solstizio d'estate, quindi il giorno in cui riceviamo più luce dal sole.
È l’inizio dell’estate. I corpi si faranno più nudi, i giorni più lenti, l’aria ancora più umida, il consumo di birra aumenterà proporzionalmente al numero di turisti.
Molti bambini avranno 2 mesi per dimenticare la scuola. Molti avranno 2 mesi per dimenticare di essere bambini nelle mani di persone che cercano tutt’altro che il sole brasiliano.
I negozi ormai sono pieni di giocatoli per i piccoli e i grandi, la tredicesima vorrebbe diventare quattordicesima e le vetrine ci ricordano l’emisfero di sopra.
Su alcune tavole del 24 dicembre ci saranno tacchini, maiali, noci, rabanadas (dolce ereditato dai portoghesi) e panettoni. In Amazzonia sicuramente l’anatra al tucupi, maniçoba, tacacá e açaí, la frutta che noi del sud mangiamo come supplemento energetico.Su altre tavole non ci sarà niente o quasi niente.
Cartoline di carta e di bits voleranno e qualche Babbo Natale sverrà per il caldo. Si canteranno canti europei in una lingua dolce. Ci saranno le preghiere di quelli che festeggiano una nascita.
Ci saranno chiacchiere di quelli che festeggiano l’incontro.
Poi verrà quell’intervallo in cui si penserà al 31, alla tredicesima che effettivamente non è stata sufficiente e ai 365 passati e futuri.
Il 31 dicembre molti saranno al mare, vestiti di bianco con fiori in mano da regalare a Iamanjá, la divinità del mare e della maternità. “Omio dô! ,” le si dirà in lingua yoruba.
Altri entreranno nell’acqua per saltare sette onde. Altri a casa mangeranno 12 uve, o un piatto di lenticchie. O anche un melograno, solo per poi avvolgere sette semi in un pezzettino di carta da tenere dentro il portafogli per i prossimi 365 giorni.
Ma farà caldo e questo spingerà molti a uscirà per strada. Per vedere i fuochi d’artificio, per abbracciare, per baciare, per sentirsi vivi, per promettere, per riassicurarsi, per cercare e, chissà, trovare.
Per molti sarà l’inizio della fine, per altri tanti la fine di un inizio e per tantissimi l’incontro della fine con l’inizio.
E un incontro così meglio che accada con molta luce per far sí che l’inizio sia bello, sia chiaro e sia pieno di speranza.

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