Cose dall'altro mondo

convivere con l'apagón

di marco gargiullo (cuba)

Il sistema elettrico cubano è vetusto e insufficiente al fabbisogno dell'isola. Le rotture delle centrali termoelettriche, sia per l'inclemenza del tempo che spinge troppo spesso uragani su Cuba che per lo sfruttamento intensivo, sono frequenti. Inoltre, il sempre crescente prezzo del petrolio sul mercato mondiale impone risparmi e sacrifici ad un'economia debole come quella cubana, che si traducono con i temuti apagónes. Fortunatamente esiste un canale privilegiato fra Cuba e la Hermana (sorella) Repubblica Bolivariana de Venezuela, tra i primi produttori mondiali di petrolio che, grazie agli ottimi rapporti fra il Lider Maximo Fidel Castro ed  il suo discepolo, il presidente venezuelano Hugo Chavez, fornisce a Cuba l'oro nero a condizioni di favore, soprattutto in termini di pagamento, se no qui la situazione sarebbe tragica.

I cubani sono abituati a convivere con gli apagónes, come si chiamano in spagnolo i black-out, e nell'italico idioma le interruzioni dell’energia elettrica. In alcuni periodi dell'anno la corrente viene tolta, secondo un programma specifico, per diverse ore al giorno o notte, che almeno nella capitale sono a scacchiera. I pochi fortunati che possono permetterselo, soprattutto stranieri, risolvono con generatori o impianti a batterie ricaricabili. La maggioranza dei cubani non può neppure comprare una lampada al neon ricaricabile e quando la corrente manca di sera o notte si procura un poco di luce con la tenue luce delle candele o con le puzzolenti lampade a kerosene. Ma più che la mancanza di luce, a rendere difficile la situazione è il fatto che ovviamente durante i black-out nessun apparecchio elettrico funziona. Si spengono le televisioni, il che scatena notevole malcontento la sera all'orario delle seguitissime telenovelas o delle partite di pelota (baseball). Ma ben più fastidioso è il calore che non può essere mitigato per i più fortunati dall'aria condizionata, per gli altri dai ventilatori. E senza aria condizionata o ventilatori si subisce senza difese l'assalto delle zanzare. La popolazione è abituata, ma queste interruzioni sono vissute con fastidio, soprattutto quando capitano all'improvviso. Nelle settimane passate la prolungata mancanza dell'erogazione della corrente ha provocato alcune proteste sfociate in episodi di violenza.
Queste interruzioni penalizzano fortemente anche tutte le attività lavorative, ai nostri tempi senza energia elettrica pochi possono lavorare e sono davvero pochi gli uffici ed i negozi attrezzati per risolvere l'emergenza. Ultimamente, qualche centinaio di forni è stato dotato di generatori elettrici per non far mancare il pane alla popolazione. Perché se nei black-out programmati la corrente viene tolta per alcune ore, in caso di ciclone si può rimanere al buio per giorni, come è successo all'Avana Vecchia a causa degli allagamenti provocati dall'uragano Wilma.

L'apagón ha però anche un lato positivo. Favorisce la socializzazione. La corrente spesso viene tolta dalle sette di sera all’una di notte. In questo periodo la gente esce di casa, per sfuggire al caldo e alla noia. Chi può si reca da vicini o parenti che vivono in una zona illuminata, ma la maggior parte sta davanti alla porta di casa parlando coi vicini, bevendo rum e magari giocando a domino su tavolini improvvisati, illuminati da una candela al suono di una radiolina a pile.  E quando la luce ritorna, in tutto il quartiere risuonano urla di gioia e applausi.

Come vivremmo noi ricchi occidentali una situazione come questa? Riusciremmo ad abituarci e a cogliere qualche lato positivo? Lo dubito fortemente.

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