Cose dall'altro mondo

a parole loro

di svaroschi (u.s.a.)

Al di là dei problemi di mera traduzione comincio a pensare che molte delle nostre classificazioni sugli Stati Uniti siano spesso puramente indicative.
Me ne sono resa conto quando, una volta arrivata qui, ho cominciato a trovare strane un sacco di cose, nonostante avessi sentito parlare milioni di volte degli Usa, della loro cultura e della loro società.
Me ne sono resa conto quando, a distanza di mesi dall'arrivo, vedo che lo shock culturale é ancora lì, un po' meno evidente, ma pur sempre presente.

Samantha, studentessa di economia, mi fa da semiserio Virgilio.
Sam viene da un paesino della Pennsylvania dove c'é una specie di coprifuoco e bisogna stare a casa entro le dieci di sera per timore della delinquenza minorile. "In un paese così piccolo?" le chiedo stupita. "In realtà non abbiamo nessun problema di questo tipo" mi risponde.
Sto per chiederle il senso di questa cosa ma la parola "preventivo" mi si affaccia alla mente e decido di stare zitta, non per timore che si offenda, ma perché mi sono accorta che è estremamente critica nei confronti della sua nazione, specie quando si parla di politica. Specie quando si parla di guerra.

Perché, naturalmente le conversazioni si fanno interessanti quando si parla di politica, repubblicani e democratici e così via.
Il più delle volte sono i nomi che creano problemi. Certo, si sa, liberal non vuol dire liberale così come lo intendiamo noi. E d'altra parte un conservatore non è semplicemente equiparabile a un politico della destra nostrana. Non è nemmeno solo una questione di partito. Anche stavolta le parole di Samantha mi fanno pensare: "A me piace John McCain, lo rispetto e lui è repubblicano. Sono liberal ma ho votato per un repubblicano nelle recenti elezioni locali. Ma i veri repubblicani...andiamo....".
Tra il serio e il faceto, mi racconta poi che il vero conservatore vuole sua moglie "barefoot, pregnant and in the kitchen". Che sarebbe a dire scalza, incinta e in cucina (pare sia stata la poco felice espressione usata da un politico da queste parti). In generale non ci vuole molto a capire che quello che è un moderato e/o conservatore in Italia potrebbe essere liberal per gli standard di questo paese.

Samantha ha cominciato a studiare italiano lo scorso anno e il prossimo anno verrà per un anno in Italia. “Quando l’ho detto ai miei amici di scuola superiore alcuni mi hanno chiesto che bisogno avessi di imparare un’altra lingua se già vivo nella migliore nazione del mondo”. Si ferma e poi prosegue: “Dici che quando verrò in Italia la gente mi tratterà in modo diverso pensando che sono come tutti gli americani che non sanno niente del mondo fuori dai confini?”

É interessante parlare con la gente e scoprire che no, non avevi capito niente della situazione, anche se così credevi.
Del resto, a un oceano di distanza, forse è facile che sia così. Perché le classificazioni esterne (le nostre), il più delle volte, sono indotte. E non sempre chi ci spiega il mondo è abbastanza attento da evitare le ipersemplificazioni.
Spesso chi ci spiega il mondo è troppo desideroso di creare nuove classificazioni, nuove parole e si dimentica di raccontare davvero.

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