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paraurti-in-tinta
di luther bell |
“Aspetta. Sta passando un T.I.R.
... è che dovresti guardarti attorno con più attenzione. Li chiami 'tuoi simili' ed infatti quello sono. Simili. Basta.
Ma in realtà ognuno di loro proviene da un pianeta diverso di una galassia diversa.
Ad esempio... prendi Jennifer Lopez e Rosy Bindi. Senza offesa... sono della stessa specie? Non sembrerebbe. E al di là di ciò è proprio questo che genera frustrazioni ed incomprensioni. In questo zoo umano ci sono specie diverse. Ognuna con le sue peculiarità e le sue predisposizioni.
A suo modo belle.
Il problema nasce quando Rosy Bindi vuole atteggiarsi a Jennifer Lopez. Ed anche quando succede il contrario, in verità.
Comunque io a cena con Rosy ci andrei.
Magari ha una conversazione interessante... pensa quante ne sa.
Non farebbe le storie di Jennifer se magari si spezza un unghia ingozzandosi di mazzancolle.
Poi tutti a nanna, ognuno a casa propria. Nel caso di Rosy, dico.
... ba... hgta... n...n c’è c...mpo. ...sp...ta... mi sposto. Prende male. Due tacche sole, qui.
Insomma... dicevo. Vedo questo con l’Opel Astra. Con i paraurti-in-tinta. Certo. E’ questa la peculiarità. I paraurti-in-tinta.
Quelli che se li guardi già si rigano.
Attenzione però. L’Astra ha qualche annetto di vita e i paraurti-in-tinta (senza i cosi in gomma, badabene e menochemmai i sensori di parcheggio) NON HANNO IL BENCHEMINIMO GRAFFIETTO.
E penso che, come le macchie sulla pelliccia ti consentono di riconoscere un leopardo, i paraurti-in-tinta-senza-il-minimo-graffietto ti identificano una specie.
Ora, nonperdire, io mi barcameno abbastanza bene nel traffico urbano. Parcheggio anche nei buchi più impraticabili la mia Focus-SW-TDCI-Zetec (...zzovorraddire).
Ma qulche graffietto ce l’ho, sui paraurti-in-tinta. Cazzarola se ce l’ho.
Magari parcheggio davanti al dentista e sono preoccupato per il trapano. Allora mi distraggo un attimo e... strud! Ecco fatto.
Il tipo con i paraurti-in-tinta-senza-il-minimo-graffietto, no.
Non si distrae. Mai.
L’altro ieri la moglie, seduta sul sedile a fianco, gli ha detto che era incinta. Durante un parcheggio in un autosilo strapieno. Tra una SUV e un furgone tutto sgraffiato e con le lamiere sporgenti.
Lui niente. Ha continuato la perigliosa manovra senza battere ciglio.
Terminatala con successo, ha espresso un ‘Ah.’
Non ha amici. Veri, intendo.
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Immaginatelo con quattro tipi in macchina. Durante un sabato sera un po’ fregnone a cazzarare.
Loro cantano canzoni zozze ma divertenti.
Nel mentre lui è astratto nelle sue manovre di parcheggio davanti alla pizzeria con un solo pensiero in mente:
IL PARAURTI-IN-TINTA-SENZA-IL-MINIMO-GRAFFIETTO.
Ha degli incubi, spesso.
Nonostante la sua perizia, ad esempio, durante un viaggio in autostrada, un sassetto sbalzato dall’asfalto da un camion potrebbe essere scagliato proprio là dove risiedono costantemente i suoi pensieri. Sfregiandoli...
La consapevolezza di questa impossibilità di opporsi al destino a volte gli corruga la fronte. Alcune di queste rughe si sono stabilizzate.
Come graffi sul paraurti-in-tinta.
Il pensiero di un graffio sul paraurti-in-tinta lo distoglie dalle attività extraparaurticheintinta. Gli toglie il sonno.
E, a volte, nei momenti particolarmente introspettivi e indagatori lo assale la coscienza che i ‘paraurti’, come afferma la parola stessa, esistono per ‘parare gli urti’. Sono stati creati apposta. Nomen omen, perdire.
La sua strenua opposizione al verificarsi di questo tipo di eventi gli dà la misura di una frustrante incompletezza esistenziale. Senza soluzione.
Sai, come la morte che fa parte della vita, insomma. Dobbiamo accettarlo. Inserirla nel quadro, nel disegno. Certo.
Comprendere questo gli risulta più facile che vedere in un graffio sul paraurti-in-tinta la quadratura di un ciclo logico.
Ogni tanto fa scattare l’accendisigari in macchina, per esempio. Ne contempla le spire incandescenti. Se ne fa ipnotizzare. Anche se non accenderebbe mai una sigaretta.
Contaminerebbe la tappezzeria. Ecco.
Ma il paraurti-in-tinta è un’altra cosa.
Renderne possibile lo sfregio prefigura la perdita di una verginità pagata a caro prezzo.
Quello degli optional.
Ti richiamo tra un minuto. Giuro.”
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