la monografia - n. 7   Cartografie

materiali da costruzione

di hotel messico

A questo punto ci sono un paio di cose che dovete sapere.
La prima è che siete tutti in pericolo.
L'altra è chi sono io.
In ogni caso, stiamo parlando della stessa cosa.

Leone: non arrendetevi al dolore apparente, all'interno del vostro midollo potrebbe esserci qualcosa di peggio. Durante la giornata di martedì incontrerete qualcuno di poco interessante, adatto alla vostra personalità.
Questo è per Lucia. La stronza.

Sagittario: venerdì notte Giove lambirà la vostra costellazione e darà nuovo vigore al vostro temperamento. Trasformate la rabbia in dolore, fate perno sulle debolezze, questa è la settimana giusta per sollevarvi.
E questo è per Francesca. E per suo figlio. Ma non per il marito che li ha abbandonati.

Elettroni che sbattono freneticamente dentro un filo di rame. Temperatura che sale. Ebollizione dell'acqua. Miscelazione con l'essenza. Temperatura che continua a salire. Tutto questo succede nella macchinetta del caffè. Non merito tutto questo.

Io: Pronto.
Elisa: Ho paura. Ho fatto le preghiere come mi avevi detto. Mi sono masturbata pensando ad una mia collega e mi sono fermata un istante prima di raggiungere l'orgasmo. Fuori dalla mia porta ci sono dei topi con gli occhi rossi. Se chiudo gli occhi vedo la parola insetticida. La parola insetticida mi risuona dentro alla testa.

Un budello di cemento si snoda nervosamente attraverso il centro storico. Pietre, legno, ghisa, ghiaia, tufo, ferro. Le onde sonore provocate dai miei passi si infrangono sui muri. Sto provocando delle microlesioni. La falda di Sant'Andrea si sposterà in avanti. Probabilmente nel golfo del Messico ci saranno degli uragani. Sui muri ci sono i manifesti elettorali e locandine dei gruppi che suonano l'hip hop nei club. Dagli angoli più angusti sale odore di urina che si fa largo nelle vie respiratorie. Un gruppo di ragazzi coi jeans eccessivamente larghi risale la strada. Sono disposti a rombo. Uno di loro claudica vistosamente. Strofina la parte esterna del piede destro sul selciato e, ogni quattro passi, con il busto si dà slancio verso sinistra per compensare la tendenza a girare verso destra. La città mi avvolge nei suoi materiali da costruzione. Carpenteria dell'anima. Urbanistica del dolore. Le ansie moderne sono provocate dalla disposizione dei palazzi, dagli incroci, dalla segnaletica. Se passi troppo tempo fermo ad un semaforo, l’ipofisi produce un estrogeno cancerogeno. Se attraversi sempre sulle strisce pedonali la retina si indebolisce. I cartelloni pubblicitari provocano inadeguatezza e disagio. Senza di questi tu non compreresti nulla. I preti sono i migliori pubblicitari, la loro campagna marketing è basata sul dolore e sul senso di colpa. Bisogna per forza comprare il loro prodotto. Per forza.
Mi accascio per terra. La mia spina dorsale si è piegata, adesso è una spirale. Ho una spirale dentro la schiena. Grido a vuoto perché non c’è aria dentro ai polmoni. Le mie parole non raggiungono neanche il ragazzo che claudica, neanche quello più lento. Ho un verme dentro alla spina dorsale.

Io: Pronto
Marcella: Sono dimagrita altri tre chili come mi avevi detto, adesso ne peso trentadue. La mia urina è bianca, nel mio organismo non ci sono più tossine. Pensi che io stia diventando pura?

Nell’ospedale Pascale di Napoli, ai malati terminali di cancro è stato destinato l’ultimo piano dell’edificio. Corridoi ricoperti di linoleum, le porte dell’ascensore e del montalettighe ben oliate, grip anti-scivolo e attenua-rumore sull’ultima rampa di scale. Gestione totale di ogni singola onda sonora. Esiste una commissione interna apposita. Prima di giungervi, diversi segnali invitano al silenzio. Io anche cerco di fare silenzio. Vado nel bagno in fondo al corridoio e accendo il cellulare.

Io: Pronto
Margherita: ho preso i medicinali e adesso non mi vengono più le mestruazioni.

Seguono alcuni ricordi sparsi:

Ho 11 anni.
Mio padre entra nell’appartamento. Siamo a Napoli. E’ il Maggio 1980. In testa alla classifica dei 33 giri c’è Battiato. Fuori dal balcone hanno montato una veranda con dei vetri spessi.
Un’intercapedine che lascia entrare i raggi del sole e non lascia sfuggire il calore. Calore Post-Placenta. Utilizzo di materiali da costruzioni per riprodurre una condizione ancestrale. Mia madre ha una maglia con le spalline e ride. In bocca ha tutti i suoi meravigliosi denti. Mi mette una mano in testa. Fine del ricordo.
Livello di felicità: alto, misto a stati di eccitazione ingiustificati.

Ho 16 anni.
Sono più brutto di tutti i miei amici di classe al liceo. Un professore scherzando mi ha detto che non troverò mai una ragazza. A casa mi masturbo due volte al giorno. I miei testicoli sono generosi.
Livello di felicità: dispensato a tratti, depressione latente.

Ho 19 anni.
Nel mese di Gennaio ho avuto un attacco di panico. Sono svenuto dentro un centro commerciale. Al reparto calzini.

Ho 24 anni.
Mi sono laureato in architettura. Ho una stempiatura che non lascia scampo. Due anni prima giocando a calcetto sono caduto e una spalla si è lussata, la sinistra. Da quel momento per prendere un oggetto posto al di sopra della mia spalla devo fare un movimento goffo. Per pagare il pedaggio in autostrada devo uscire dalla macchina. Il mio fisico rappresenta più impedimenti che possibilità.
Livello di felicità: fondato su obiettivi del breve periodo.

All’interno del reparto siamo in otto. Otto cadaveri parlanti. I miei colleghi hanno meno senso dell’umorismo di me. Per scherzo gli chiedo dove andranno in vacanza quest’estate. Uno mi ha lanciato la fiala del lavaggio. Si è frantumata in un milione di diamanti sotto al mio lettino. Confesso che il mio concetto di morte è ancora vago. Non lo so ancora se scomparirò del tutto oppure se mi dovrò giustificare per qualcosa che ho fatto. In entrambe i casi improvviserò. Ho un cellulare nuovo. Posso collegarmi a internet e vedere i siti pornografici. L’ho comprato con un finanziamento che comincerò a pagare tra quattordici mesi. Già che c’ero ho comprato una televisione con un monitor sottilissimo di quarantadue pollici e una radio. Pagherò tutto tra quattordici mesi.

Io: pronto.
Marina: Cristo santo rispondi al telefono sono due giorni che ti cerco, pensavo fossi già morto. Come si chiama quel farmaco per la memoria che mi avevi detto di prendere, non me lo ricordo più.

I bagni dell’ospedale rappresentano la mia casella postale, l’ufficio dal quale dispenso prescrizioni e cure. Il mondo ha bisogno di un medico che tra quattordici mesi non ci sarà più. Non puoi curare un altro essere umano se la tua vita non è in pericolo. Il mio indirizzo da un anno e mezzo è: Ospedale Monadi di Napoli, reparto oncologia, ultimo piano, terminali, bagno 4 (quello vicino alle scale). La mia permanenza secondo i medici giunge al termine.

Io: pronto.
Nicola: ho letto l’annuncio sul giornale. E’ vero che lei è in grado di guarire da ogni malattia? Sono un giornalista e vorrei incontrarla per farle alcune domande.

A Poggioreale le due strutture più importanti sono il carcere e il cimitero. Quando l’amministrazione comunale ha proposto di costruire alcune strutture di soggiorno nel quartiere, probabilmente non intendeva questo. Ieri ci sono andato in tram. Una delle due strutture mi ospiterà presto. Dipende dal mio stato di vitalità. Sono andato al cimitero per capire come funziona, non mi piace avere sorprese. All’entrata principale, che è una delle quattro, c’è un grosso cancello di metallo verniciato verde. La vernice si è seccata in alcuni punti e viene via a strati lungo le sbarre. Ci sono strade principali che si diramano in sentieri secondari, tutte comunque troppo affollate. Le strutture di cemento spuntano lungo i viali in maniera irregolare. Occupano tutto lo spazio possibile. L’architettura è irregolare e rispecchia il gusto estetico degli anni in cui sono stati costruiti. Le palazzine più vecchie sono delle specie di catacombe, scavate nel suolo. La puzza di fiori marciti dà alla testa. Un effetto lisergico che favorisce lo stato di misticismo e di illuminazione dei familiari avvolti nel dolore. Le strutture nuove hanno almeno quattro piani e diversi ascensori. Al primo piano c’è un bar. Sono in un centro commerciale per il dolore.

Io: pronto.
Associazioni oncologi italiani: Evacuare l’edificio nel più breve tempo possibile. Seguite la linea gialla che vi porterà verso la luce. Sulla destra incontrerete un tunnel buio, lasciate perdere, seguite la luce e mostrate i documenti al personale specializzato quando vi verrà chiesto. Seguite la linea gialla luminosa che vi porterà verso la luce.

  indietro   |   indice   |   avanti