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della cucina svissera...
di melusinach (svizzera) |
Il fatto che ci siano quattro regioni linguistiche, tre zone geografiche, ventidue cantoni e quattro semicantoni (ognuno con il suo bravo consiglio di stato e parlamento) non vi deve ingannare: la cucina svissera (cuisine suisse, schweizer kochen) esiste e assomiglia solo vagamente alla cucina delle quattro nazioni che la attorniano.
Ogni buona massaia difatti, sa cosa significa approntare con svizzeritudine pasti semplici o elaborati.
Vi cito le ricette a casaccio: sappiate che potete servirle in ogni momento della giornata poiché, piatti apparentemente indicati per colazione, sono serviti per cena e viceversa.
Il Bircher, per esempio. Correttamente citato: il birchemüesli. Un gradevole pastone di fiocchi di cereali mischiato a (secondo la ricetta della mia amica svissera più svissera tedesca che c’è) fragole o frutta di stagione, yogurt, banana schiacciata, puré di mele (…non sapete cos’è? ve lo dico dopo), latte per allungare il tutto. In case coraggiose alla mistura è unito succo di frutta.. In case di impronta alternativ-macrobiotica ci si butta anche farina di avena macinata di fresco e sesamo. Quando è festa si usa anche un po’ di panna liquida. O ricotta tipo quark (che non è la trasmissione di Piero Angela ma un formaggio molle, fresco e un po’ acido). Volendo, mandorle in scaglie, uvetta e cannella.
Più buono se preparato alcune ore prima e lasciato a mollo (in frigo che se no vi si aggiunge spontaneamente la carne in piccoli vermi), questo ottimo intruglio può essere mangiato a tutti i pasti e sazia per più di tre ore. Nelle mense scolastiche o aziendali è servito come dessert, primo piatto, entrée o piatto unico.
Come il puré di mele, del resto…. Quest’ultimo fatica un po’ a circolare nel sud-sud della svissera, diciamo dalle mie parti. Ma basta fare cento chilometri a nord e già ogni madia ne è provvista.
Venduto in scatola, oppure, per le famiglie più tradizionali, preparato “maison”, il puré di mele è una cremina marroncina, dolce-acida, fatta di mele cotte e passate (natürlich) che si può servire come dessert o colazione.
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Dà però il suo meglio se usata come salsa per gli spaghetti (anche da queste parti si ama la cucina italiana) questi ultimi ben cotti, molto ben cotti, che così non cadono dalla forchetta.
La sera quando non sapete cosa fare invece, potete preparare gli Scvelti: patate bollite con buccia e un qualsiasi formaggio stagionato. Un cetriolo per decorare et voilà: la cena è servita.
Si chiamano scvelti perché occorre essere veloci, che l’ora di cena vi raggiunge quanto prima: alle 17.00 mettete su le patate a cuocere, quando sono cotte (verso le 17.30 – 17.45) avete già approntato la tavola e non dovete far altro che addentare il tutto. Un po’ prestino dite? Ma no, ma no, verso il sud si mangia anche tra le 18.00 e le 18.45. Dopo no, che è tardi. Se mai vi venisse un pochettin di fame nelle ore seguenti, avete sempre a disposizione bircher e/o puré di mele.
Per essere sicuri che non vi venga fame comunque, e se avete pochissimo, ma pochissimissimo tempo, potete realizzare la ricetta di Ueli (marito di una delle mie ex ragazze alla pari). Prendete un pezzo di formaggio tipo fontina, più o meno saporito. Prendete altresì una media padella antiaderente e posatela sul fornello (acceso). Poggiatevi il formaggio senza crosta e tagliato grossolanamente.
Mentre il tutto si scioglie (mescolate!) preparate delle fondine con una bella fettona di pane al centro e… appena il formaggio è completamente sciolto, versatelo sulla fetta di pane. Mangiare subito accompagnando con del tè caldo (the alla frutta della Migros). Buonissimo e soporifero.
I rösti invece richiedono un minimo di accuratezza, si comincia il giorno prima e si fanno cuocere le patate (ancora? Ma certo, dove vi credevate di essere?). Poi si lasciano raffreddare… (segue)
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