Cose dall'altro mondo

elezioni presidenziali

di ruggi (finlandia)

Sono gli ultimi giorni di campagna elettorale per le elezioni presidenziali qui in Finlandia.
È così diverso che voglio raccontarlo.

La Finlandia è una Repubblica con elezione diretta, con maggioritario a doppio turno, del Presidente, il quale all’incirca ha gli stessi compiti e poteri del Presidente italiano.
Analogamente il governo è presieduto dal Primo Ministro, eletto con le elezioni governative.
Fin qui niente di nuovo.

I finlandesi possono però già votare in qualsiasi seggio, da due settimane fino a poco prima del giorno stabilito; ciò permette di votare dove e quando più comodo e circa un finlandese su tre ne approfitta.
Tutti i finlandesi all’estero possono votare, recandosi all’Ambasciata o al consolato più vicino con un documento d’identità, a differenza degli italiani, che all’estero possono votare solo se residenti e registrati.
Nonostante queste opportunità, le percentuali di votanti sono simili alle italiane.

Diversa è invece la campagna elettorale, che è stata pacifica e incentrata nei confronti diretti sui contenuti, ma non solo.
Il peso delle pubblicità, che anche qui sono fiorite per strada, oltre ai cartelloni ufficiali, sui giornali e in tv, è nettamente minore.
In televisione i nove candidati sono stati quotidianamente intervistati in gruppo e hanno avuto le stesse opportunità singolarmente; oltre a temi più classici hanno dovuto rispondere anche a quiz, ricordo ad esempio: “Cosa è più grave: a) Dare uno schiaffo al figlio, b) Tradire la moglie, c) Oltrepassare i limiti di velocità”.
Lo scopo è conoscere a fondo il futuro presidente nelle più diverse situazioni, inoltre su internet è possibile rifare i test e verificare con quale candidato c’è più sintonia.

Bella e ricca di sorprese l’intervista fatta da “giornalisti” bambini; sebbene non votino è anche presidente loro! Un candidato ha lì confessato di commuoversi e piangere ogni sera.
Ieri, al termine di un dibattito, uno dopo l’altro i candidati han dovuto lodare un avversario estratto a sorte, dicendo in cosa aveva eccelso durante la serata; anche da questi dettagli emerge il profondo rispetto reciproco alla base di questa democrazia.

Onnipresenti, i candidati sono anche stati ospiti e concorrenti in giochi televisivi, dove hanno mostrato aspetti più simpatici e meno seri.
Per Helsingin Sanomat (il quotidiano principale) i candidati han dovuto preparare un discorso di circostanza su una situazione di emergenza inventata (soldati finlandesi in missione di pace uccisi); sul giornale si possono leggere le valutazioni di esperti di comunicazione.
Nota di demerito per il quotidiano, alla candidata dei Verdi (Heidi Hautala) non è stato dato, come agli altri, un giorno per preparare il discorso, bensí 10 minuti e l’avvertenza si leggeva lontano dai voti, svantaggiandola palesemente nel confronto; ad ogni modo le sue possibilità di vincere le elezioni sono comuque più utopiche che remote.

Insomma, nonostante gli episodi di parzialità, mi piacerebbe vedere in Italia campagne elettorali così!

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