le rubriche

i santi del mese

di leonardo

Santa Brigida di Kildare (1 febbraio)

Appena dico "Santa Brigida", vi sento già sbuffare: "Massì, lo sappiamo, patrona di Svezia e d'Europa: ebbe otto figli, fondò una settantina di monasteri e riempì otto volumi di visioni estatiche". Tutto questo è vero, ma il primo febbraio ricorre un'altra Santa Brigida, quella di Kildare (Irlanda).
Perché l'Irlanda non è solo San Patrizio, sapete. Ora, questa santa a me sta simpaticissima. Forse non ebbe molte visioni estatiche – e di monasteri ne fondò uno solo – ma nell'isola ancora si parla di quella volta che nel Meath “spillò birra da un solo barile per diciotto chiese, in quantità tale che bastò dal Giovedì Santo alla fine del tempo pasquale” (Breviario di Aberdeen). Perciò gli irlandesi la ricordano con una preghiera che dice:

I would like a great lake of beer
for the King of Kings.
I would like to be watching Heaven's family
drinking it through all eternity.

(Vorrei un lago di birra
per il Re dei Re.
Vorrei guardare la famiglia celeste
che ne beve per l'eternità)

Questa visione del paradiso come un pub dove la famiglia degli angeli e dei santi trinca per l'eternità, la dobbiamo a Santa Brigida di Kildare, che Dio l'abbia in gloria. E quando il giorno verrà, che si apriranno le saracinesche del cielo, fa che sia Santa Brigida ad attenderci al bancone celeste. E se la Madonna vorrà offrirci il vino di Cana, noi le diremo: "Tuo figlio ci ha messo l'acqua", ma solo per scherzo, e Brigida spinerà una scura anche per lei, e i protestanti sciacqueranno i bicchieri in cucina, dove sarà pianto e stridore di piatti in eterno nei secoli dei secoli, amen.

Sant'Agata (5 febbraio)

Avete presente quel tipo di sante martiri che presentano le proprie mutilazioni su un vassoio – a me vengono i brividi solo a pensarci. Santa Lucia, per dire, ci tiene un paio d'occhi – quelli che le cavarono i pagani. A Sant'Agata (patrona di Catania e dei pompieri) è andata, se possibile, peggio. Quelle due cose rosa sul vassoio sono… i seni, esatto.
Aveva solo 15 anni, quando il proconsole di Sicilia Quinziano le mise gli occhi addosso: giovane, pura, consacrata a Cristo. Sulle prime la affida a una cortigiana, tale Afrodisia, che cerca di rieducarla ai costumi pagani: festini, banchetti, orge… niente da fare. "Ha la testa più dura della lava dell'Etna", dice Afrodisia, rispedendola al mittente.
Si passa alla tortura. Le stirano le membra, la lacerano con pettini di ferro, la scottano con lamine infuocate. Ma lei resiste; allora le strappano i seni con enormi tenaglie. Verrà più tardi Gesù bambino a fargliele ricrescere. Infine l'empio Quinziano decide di farla alla brace, ma il suo velo rosso (simbolo di verginità) resiste al fuoco. È il primo tessuto ignifugo della storia. I catanesi lo usano ancora per fermare le eruzioni di lava. È la Santa da invocare in un incendio (ora lo sapete).
Nella chiesa del mio paesino c'è un bel quadro di Sant'Agata, col vassoio cancellato da un maldestro restauro ottocentesco. Da ragazzino non mi dispiaceva, ma la trovavo un po' piatta. Quando ho saputo, mi sono sentito una merda.

Santi Cirillo e Metodio (14 febbraio)

Oggi, 14 febbraio, mentre tutto il mondo pensa a scambiarsi sciocchi e futili pegni d'amore, i linguisti si segregano in casa, e ricordano i loro Santi, i loro eroi.
I fratelli Cirillo e Metodio evangelizzarono gli Slavi contro tutto e contro tutti. Quelli non è che non sapessero semplicemente "leggere e scrivere". Non avevano l'idea stessa di scrittura – l'alfabeto. Cirillo e Metodio presero quello greco, lo pasticciarono un po' e lo trasformarono in quell'alfabeto ancora oggi usato da Belgrado a Vladivostok e nelle Stazioni spaziali: il cirillico!
Evangelizzare un popolo barbaro partendo dall'alfabeto dev'esser dura. Ma forse fu peggio convincere i pecoroni delle curie greche e latine che quello che stavano facendo era buono e giusto. Gesù deve parlarti nella tua lingua! Altrimenti che si è fatto uomo a fare?
Per aver alfabetizzato ed evangelizzato un popolo, rischiarono l'eresia. Dovettero combattere fino all'ultimo giorno per veder riconoscere il paleoslavo come lingua liturgica, accanto al latino e al greco.
Cirillo e Metodio sono i patroni dell'Europa, degli ecumenismi, e di tutti i linguisti di buona volontà, osteggiati dall'ottusità umana che ovunque impone regole inutili e lingue morte. Se il vostro ragazzo è un linguista, forse avete capito perché oggi non vi ha ancora fatto un regalo ed è così pensoso e scorbutico. Vogliategli bene.

San Policarpo di Smirne (23 febbraio)

Noi ce li immaginiamo sempre a cantar lodi in un tripudio di nuvolette; ma nella pratica l'occupazione dei Santi in cielo è definibile come intermediazione: loro ricevono le richieste dei devoti e le scremano; alcune le inoltrano all'Autorità competente, altre le cassano… è un lavoraccio.
Certo, non è che tutti abbiano il daffare di, poniamo, Sant'Antonio da Padova: c'è gente che secondo me ha molto più tempo libero, tipo appunto San Policarpo. Già l'esser Santo protettore di tutti i Policarpo del mondo non dev'essere un mestiere a tempo pieno. In più, Policarpo viene da Smirne, che nel I sec. poteva anche brulicare di cristiani, ma oggi ci abitano i turchi. Quindi, insomma, chi lo conosce? A parte gli agiografi e i compilatori di calendari; chi è che si inginocchia davanti a Policarpo? C'è il santino? Secondo me hanno smesso di ristamparlo da un pezzo.
Ne consegue che nel suo ufficio celeste, Policarpo non sa bene che fare. Giocherà a freccette con Sebastiano. Ogni tanto due tiri di scherma con Paolo o una battuta di caccia con Giuliano l'Ospitaliere. Però alla lunga deve essersi creato una fama di fancazzista che non merita – in fin dei conti è un Martire, e di quelli tosti. È salito sulla pira di sua sponte, senza farsi nemmeno legare. Insomma, non merita tanta disattenzione.
Un compito per il 23 febbraio: trovare qualcosa da chiedere anche a San Policarpo di Smirne. Era un Santo coraggioso e tenace: non ditemi che non potrebbe anche lui aiutarvi in qualche cosa. E con lui non dovrebbero esserci i tempi di attesa di Rita da Cascia – santa, santissima, per carità! Ma da lei c'è sempre fila…

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