La consulenza del lavoro: un’attività complessa

I rapporti lavorativi sono sempre complessi e, specialmente nelle aziende con tanti dipendenti, possono essere difficili anche da gestire a livello amministrativo.

Per la normativa italiana sono infatti da affrontare diversi passaggi anche a partire dall’assunzione, come la lettera di assunzione, e tutte le altre comunicazione previste a norma di legge. La gestione del processo in fase di itinere poi è ci sono numerosissime cose da tenere da conto, come la contabilizzazione dell’orario di lavoro compiuto dai dipendenti, oltre ai periodi di vacanza.
Se pensate ai permessi e a tutte le modifiche all’orario che ci possono essere in itinere, la faccenda si complica sempre di più.

Momento delicato è anche la compilazione della busta paga, che in molte fattispecie deve essere redatta da un professionista del settore, il quale ha le competenze per calcolarla, gestirla e inviarla. Basti pensare solo agli adempimenti fiscali e previdenziali per capire l’entità di lavoro dietro alla gestione di buste paghe in aziende medio grandi.

Infatti affidarsi ad un consulente del lavoro è utile anche per evitare problematiche durante i momenti di ispezione o di contenzioso: avere tutte le carte messe apposto, correttamente comunicate a chi di dovere fa sicuramente la differenza in questi momenti.

La stilazione dei contratti di lavoro è complicato perché, oltre a quella tra le parti, è vincolata dalla volontà della legge e derivati, come i CCNL, cioè i contratti nazionali del lavoro, che spesso disciplinano in toto i contratti per certe categorie, come i metalmeccanici. Ci sono poi tutta una serie di tipologie di contratti diversi, come quello di apprendistato, part-time, full-time, a chiamata, tramite voucher etc. che hanno tutti una disciplina diversa e che quindi devono essere affrontati in maniera diversa. E’ d’uopo quindi affrontare con prudenza e competenza questi aspetti, perché saranno le regole che poi scandiranno il rapporto lavorativo che viene a mettersi in atto.
Potete visistare, per avere più informazioni riguardo all’attività di uno studio di consulenza del lavoro: www.studiomilocco.it

Passare a Enel: come cambiare fornitore di energia elettrica

Enel è il più famoso distributore di energia elettrica e gas presente su suolo italiano. L’azienda propone sempre soluzioni interessanti e aggiornate con le ultime esigenze dei suoi clienti.

 

Sei interessato a passare a Enel, ma non sai quali sono le procedure necessarie? Non ti preoccupare, in questo articolo potrai trovare tutte le indicazioni su come cambiare il tuo fornitore di energia elettrica.

Per procedere con l’attivazione, dovrai avere a tua disposizione una bolletta, il tuo codice fiscale e l’IBAN, se intendi procedere con l’addebito su conto corrente.

 

Se non dovete effettuare un subentro o una voltura, ma quindi solo cambiare il vostro fornitore, allora non dovrete pagare alcun tipo di costo aggiuntivo. Tutto quello che dovrai fare è scegliere una delle tante offerte proposte da Enel e sottoscriverla. Potrai decidere quale metodo di pagamento preferisci, se bolletta o addebito su conto corrente. L’operazione è davvero molto semplice e rapida.

 

Tra le offerte ricordiamo ad esempio E-Light. Questa offerta prevede un prezzo unico per tutte le fasce orarie. La bolletta ti arriva direttamente all’indirizzo email ogni due mesi. Tutti i giorni a tutte le ore l’energia ha un costo di 0,0430 €/kWh. Il prezzo rimane bloccato per 12 mesi, dopo di che Enel aggiorna i suoi prezzi in base all’andamento di mercato avvisandoti.

 

Altra offerta interessante è E-Light Bioraria: questa permette di risparmiare sull’energia di sera, nei weekend e nei giorni festivi. Il costo dell’energia è di 0,0210 €/kWh di sabato domenica e durante i festivi dalle 19.00 alle 8.00. Mentre costa 0,0870 €/kWh dalle 08.00 alle 19.00 dal lunedì al venerdì.

 

Per aderire a una delle offerte ti basterà compilare il modulo direttamente online con tutti i tuoi dati. Si tratta di una procedura semplice da capire e davvero comoda. Altrimenti puoi decidere di recarti in un punto Enel o di chiamare il numero verde di Enel (se non lo trovi cercalo qui) per farti assistere durante l’intera procedura.

Vivere in Australia, sogno o realtà?

Come dice il titolo del nostro articolo, molti credono che trasferirsi per andare a vivere in Australia si avvicini più alla dimensione del sogno che della realtà, ma in realtà è più semplice di quello che si pensi.

Certo, le lungaggini burocratiche ci sono ( anche se non si avvicinano minimamente a quelle italiane) ma la procedura online per ottenere i visti base, come quello student vista e working holiday visa (se avete meno di 31 anni), è molto lineare. Le cose si complicano lievemente se volete andare a vivere in Australia e avete già una professionalità ben avviata. Se rientrate nelle liste SOL, cioè le professioni che possono avere un visto speciale, quello sol per l’appunto, grazie alla loro qualifica, che il governo australiano ha fatto rientrare tra quelle “necessarie”.

Altrimenti bisogna andare a vivere in australia usando un visto “sponsorizzato”. Lo sponsor è da intendere nella sua accezione inglese cioè di sostenitore. In questo caso lo sponsor è un’azienda che assume il lavoratore che vuole trasferirsi in Australia e quindi garantisce che il nuovo immigrato avrà già un lavoro arrivato in terra australiana.

Bene, siete sbarcati in Australia. E ora?

La cosa basilare e che molti prendono sotto gamba è fare un buon corso di inglese direttamente in Australia. L’accento australiano è molto particolare, ma ci sono anche delle particolarità idiomatiche da tenere conto e, sopratutto, se siete inesperti o fuori allenamento un corso è fondamentale per interfacciarsi con chiunque abbiate davanti arrivati in Australia.

La cosa fondamentale arrivati lì e non andare a caso. Affidatevi ad un infopoint, a una struttura se siete in dubbio. Meglio non sbagliare e non poter tornare indietro che risparmiare poco.

In Italia gira molto l’idea che le farm siano un buon posto dove passare i 6 mesi dello student visa, ma se siete over 21 forse è meglio puntare ad un progetto più a lungo termine,  creando contatti che poi alla seconda “tornata” vi daranno un solido appoggio per potervi veramente trasferire in Australia.

 

L’agenzia immobiliare giusta, come capirlo?

La ricerca della casa che diventerà poi la nostra casa è complicata per tutti. Come la trovo? Come capisco se è buona o no? Non è un caso che molti si affidino a una agenzia immobiliare che filtri i bisogni del cliente e che proponga la casa giusta.

Si arriva allora ad un nuovo punto di domanda. Come capisco qual è l’agenzia immobiliare per me?

A parte la sensazione a pelle, umana, che è una parte fondamentale di un rapporto così delicato, ci sono degli elementi oggettivi che a leggerli potrebbero sembrare banali ma che spesso vengono presi sottogamba nella ricerca dell’agenzia immobiliare giusta.

La vostra agenzia è locale o una filiale? E se sì, ce ne sono altre nella vostra città? Spesso le agenzie in franchising sono più competitive, ma perché hanno bisogno di macinare contratti anche in maniera sbrigativa per mantenere un certo livello rispetto alla “casa madre”.

Almeno all’inizio, è quindi meglio affidarsi ad una agenzia della zona, ben radicata sul territorio. Un’agenzia immobiliare a Latisana di una certa parte del Friuli, infatti, sa bene dove si trovano le migliori case in vendita a Latisana, per fare un esempio. Le case e gli appartamenti in vendita, e anche quelli in affitto spesso, sono più che altro edifici con almeno trent’anni di vita e quindi un agente immobiliare con una storia sul territorio conoscerà bene come sono costruite, che problemi potrebbero avere e che destinazione hanno avuto e potranno avere.

Grande non è sempre meglio quindi. La migliore agenzia ha anche solo due agenti a cui è affidata una certa location e che quindi possono passare più tempo a studiare gli immobili e creare un processo di fiducia con i propri clienti.

Giochi per parchi con materiali riciclati

I giochi per parchi rimangono sempre una grande attrattiva sia per i bambini che per i genitori, che possono rilassarsi guardando i propri figli giocare in sicurezza e in compagnia.esterne311043093101104325_big

Ma i giochi per parchi vengono rinnovati in maniera quasi decennale e quindi non hanno un mercato ampissimo. Per uscire da questa situazione bisogna dunque “bucare” un nuovo mercato, creandosene uno. Di recente i materiali ecologici, come la plastica riciclata,  hanno più presa nella pubblica amministrazione e nei privati. Quindi puntare a creare giochi per parchi in plastica riciclata potrebbe rivelarsi vincente: molte aziende hanno puntato tutto su questo mercato e riesce a proporsi in maniera vincente su mercati floridi come quelli della pubblica amministrazione. I giochi per parchi con la plastica riciclata infatti sono pratici perché facilmente lavabili e difficilmente si deteriorano. Queste sono delle caratteristiche ottime per elementi di arredo urbano come i giochi per parchi e sicuramente sono apprezzate sia dalla PA che dai privati. Ormai sia gli spazi pubblici che quelli privati, come giardini per hotel o ristoranti, hanno sempre delle attrezzature per intrattenere i più piccoli, e questi soggetti sono molto ricettivi sul tema dell’ecologia e del riciclo perché sono sentiti da chi usufruisce di questi spazi.

La virtualizzazione desktop, un trend in crescita

La virtualizzazione desktop sembra il futuro per molte aziende, ma in realtà già ora si sta diffondendo a macchia d’olio in tutti i settori.
Lo sfruttamento di un data center centrale abbatte difatti i costi fino al 40% in base annua rispetto all’uso di workstation fisse, insieme ai costi energetici. Anche le performance traggono beneficio dall’utilizzo della virtualizzazione desktop: le performance aumentano difatti fino al 100%. Questa tecnologia sta prendendo piede anche perché garantisce il backup centralizzato dei dati, evitando problemi di perdita di dati importanti, dato che questi non vengono salvati in locale sulle macchine che usano la virtualizzazione desktop ma vengono salvati in remoto sul server centrale.
Anche sul fronte dei tempi e dei costi per la manutenzione e l’aggiornamento: usando una macchina virtuale il server centrale può implementare modifiche direttamente o in diversi tempi su tutte le macchine collegate. Così la manutenzione tramite VDI aggira i problemi di downtime evitando di interrompere il flusso lavorativo e permette anche di aggiornare i software su ogni singola macchina senza dover scaricare e installare sui singoli terminali collegati tramite virtualizzazione desktop, scegliendo di poter distribuire l’aggiornamento durante i tempi “morti” come la notte o le festività.
La virtualizzazione è semplice da implementare e può essere fatto anche dal team IT già presente in azienda. Aziende come la friulana Beantech utilizzano dei server Dell che girano su software VMware che ad oggi risultano la migliore tecnologia presente sul mercato, affidabile ed efficiente.
I vantaggi della virtualizzazione desktop si estendono quindi oltre la centralizzazione dei dati, ma aiutano a risparmiare sulla elaborazione degli stessi: la macchina locale non è gravata dai procedimenti di calcolo, che avvengono sui potenti server centrali, che si occupano anche del backup del lavoro eseguito dai terminali “satelliti”. La perdita improvvisa di dati su un computer locale quindi non causa problemi enormi come una volta, perché saranno al sicuro sulla macchina virtuale dell’azienda.

Mandrini, questi sconosciuti

I mandrini

Impiegato in particolare modo nel settore della lavorazione del legno, il mandrino è un parte meccanica che viene installata su una macchina utensile. I mandrini tengono saldi è un utensile che sarà impiegato nella rifinitura e lavorazione del prodotto scelto. 
Nel linguaggio comune forse hai sentito parlare del mandrino come autocentrante: questa sostituzione è dovuta al fatto che nella maggior parte dei casi i mandrini possono aver montato sopra di loro un autocentrante.

I mandrini, come anticipato sopra, sono una parte chiave di una macchina utensile, sulla quale si montano. Ma cos’è una macchine utensile? E’ semplicemente una macchina il cui scopo è quello di lavorare, trasformandolo, un materiale, modificandolo in dimensioni e forme, rimuovendo parti del materiale usando utensili, inseriti nella macchina.
Come puoi aver già capito, per questo i mandrini sono una parte chiave delle macchine utensili poiché sono il punto di collegamento tra movimento e utensile in senso stretto, permettendo di poterli cambiare velocemente e poter modificare in maniere diverse il materiale.

I mandrini si possono dividere in due categorie: quelli con motore interno e quelli con motore esterno.
Il motore integrato nei mandrini fa sì che spesso questi vengano chiamati elettro mandrini. Questa divisione è dovuta alla differente progettazione di questi mandrini. Senza andare sul tecnico, per individuare a colpo d’occhio la differenza, basti sapere che i mandrini con motore integrato sono usati su fresatrici hsm, o ad alta velocità.

La scelta del mandrino nella lavorazione del legno una fase cruciale: se installi un mandrino non adatto al tuo tornio e al lavoro che si svolge, il rischio di danneggiare il vostro macchinario e trovarvi con un lavoro poco soddisfacente è molto alto.
Il diametro del filetto del tornio è il dettaglio a cui si deve guardare nel momento della scelta del mandrino. Se questo infatti non è giusto non potrai possibile unire il pezzo sul macchinario utensile.

I corsi di inglese in Australia: le caratteristiche

L’Australia è una delle mete favorite degli italiani negli ultimi anni.

Si conta che in questi ultimi anni siano 2 milioni gi italiani che si sono trasferiti nel paese dei canguri per cercare fortuna, lavoro e altro ancora. Ma l’Australia non è per niente il palese dei balocchi: con il passare del tempo(e della crisi) il mercato lavorativo del paese si è man mano avvicinato alla saturazione e ha perso il connotato della terra promessa.
Ciononostante, l’Australia riserva ancora molte possibilità, specialmente ai giovani, che vi ci vogliono trasferirsi per lavorare e vivere. Qualunque sia la tua esperienza, però, un certo di livello di conoscenza dell’inglese è richiesto ormai in qualsiasi campo. 
nonostante anche nel nostro paese ci siano ottimi corsi per studiare l’inglese, la padronanza e la fluidità della parlata si possono acquisire solamente grazie ad un’immersione nella lingua inglese.

I corsi di inglese in Australia sono molti e di varia natura. Alcuni prediligono il parlare continuo in inglese usando la vita in famiglia come stimolo ad elaborare e costruirsi un vocabolario vivo, altri invece offrono dei corsi più accademici.
Questi corsi danno la possibilità anche di iscriversi a settimana e non per tutte le 4 (che di solito sono la norma), lasciando così la possibilità allo studente di modulare la propria esperienza secondo un budget specifico. Molti dei corsi di inglese in Australia hanno anche fasce serali per chi lavora o altrimenti impegnato durante il giorno, mentre altri occupano tutta la giornata ( a volte compresa la sera), quindi conviene ben informarsi su orari e modalità.
La maggior parte dei corsi di inglese in Australia offrono all’interno del prezzo(che si aggira intorno ad una media di 250 dollari a settimanai) include i libri di testo e tutto il materiale scolastico necessario.

L’Australia, anche se non una terra perfetta come spesso viene dipinta, offre molte possibilità lavorative che in Italia incominciano a scomparire. Se sei giovane e ti sei appena laureato o diplomato, almeno un anno in Australia, seguendo un corso di inglese, è sicuramente una grande occasione di crescita professionale e non.

Presentare i prodotti: i pieghevoli e le brochure

Per esporre al meglio i vostri prodotti, ci sono varie possibilità. La costante in tutte queste deve però essere solo una: non sembrare amatoriali.Quante volte avete visto un volantino, una brochure fatta in maniera casalinga e avete associata a quel marchio un senso di non professionalità e pressapochismo? Immagino tante. Come non vorreste guardare un sito internet mal fatto e poco funzionale, nello stesso modo vorreste esaminare prodotti su un supporto cartaceo adeguato. Anche se avete dimestichezza con programmi di grafica non sarete mai sicuri che arrivati in tipografia i vostri file su cui avete speso così tanto tempo risultino al meglio.

La stampa pieghevoli, volantini e brochure vanno quindi assegnati a professionisti del settore che hanno già affrontato svariate volte le problematiche cromatiche, funzionali ed estetiche. Una brochure, detto anche pieghevole, dà un buona impressione ai vostri clienti se segue alcune regole. Non deve essere troppo piena, cioè carica di immagini che magari non rientrano neanche nel campo d’azione dell’azienda o sono di troppo, superflue.
Una brochure deve essere piacevole alla vista. Non usate font strani solo perché divertenti o simpatici, queste caratteristiche non sono viste bene dai clienti che vedono queste scelte come un indice di una condotta poco seria.
Deve avere tutte le informazioni essenziali, ma non di più. Quando preparate i testi di un pieghevole non dilungati sulla storia dell’azienda, a meno che non sia caratteristica e formante rispetto al prodotto, e non inserite tecnicismi superflui che potrebbero generare confusione nel cliente.
Siate diretti e semplici. Quando siamo immersi in un’attività a volte dimentichiamo che gli altri non la potrebbero conoscere e il problema ogni tanto diventa far capire ai potenziali clienti cosa facciamo in concreto.
Per riassumere: semplicità, pulizia, essenzialità. Seguendo questi principi sicuramente le tue brochure ne guadagneranno e speriamo anche la tua attività!